L’ex presidente della Commissione europea parla per la prima volta in modo così esteso dell’Enciclica e di ciò che potrebbe significare per l’Europa, “se solo qualcuno accettasse di prendere la bandiera”.
L’ex presidente della Commissione europea parla per la prima volta in modo così esteso dell’Enciclica e di ciò che potrebbe significare per l’Europa, “se solo qualcuno accettasse di prendere la bandiera”.
Una prima interpretazione a caldo dell’Enciclica Magnifica Humanitas.
Ieri, i leader europei raggiungevano Zelens’kyj a Washington per incontrare Donald Trump.
Oggi, partendo da un’analisi senza compromessi del momento attuale, ispirata dalla lettura di Raymond Aron, Olivier Schmitt non si limita a proporre un quadro esplicativo accurato e approfondito, ma formula una strategia concreta per evitare il peggio.
Intervista.
Assistendo domenica all’umiliazione della presidente Von der Leyen da parte di Donald Trump, l’autore del successo estivo L’ora dei predatori ha immediatamente pensato a Svetonio e alle conchiglie di un imperatore romano.
Intervista.
Da Curtis Yarvin a Bronze Age Pervert, passando per Peter Thiel e Nick Land, abbiamo appena pubblicato la prima bibliografia commentata dei principali ideologi di una delle correnti più influenti, violente e pericolose che influenzano la Casa Bianca — l’Illuminismo Oscuro.
Per cercare di comprendere e definire in cosa consiste questo pensiero neoreazionario, abbiamo intervistato i due ricercatori che hanno coordinato questo lavoro pionieristico.
Ogni settimana pubblicheremo la traduzione e il commento di un testo inedito.
“Se davvero si vuole uno scudo, quello offerto oggi da un Papa americano è uno scudo formidabile”.
Nessuno ne parla per il momento, ma la scelta del nome del primo papa statunitense potrebbe in realtà trovarsi in una lettera enciclica, Testem Benevolentiae, redatta da Leone XIII nel 1889 per denunciare un pericolo per la Chiesa alla fine del XIX secolo, “l’americanismo”.
Secondo Pasquale Annicchino, di fronte alla morsa imperiale di Donald Trump, il nuovo pontefice potrebbe avere scelto di evocare questo contesto in modo discreto e programmatico.
Dopo un soggiorno a Palo Alto, Carl Schmitt si trasferisce a Washington. Ma è davvero possibile consolidare un impero se lo scettro passa nelle mani dei giganti del digitale?
Questa terza e ultima parte della nostra lunga intervista con Curtis Yarvin esplora gli elementi più radicali e contraddittori della teoria politica che ispira le élite controrivoluzionarie trumpiste.
«Ogni rivoluzione dipende da un gruppo di persone giovani e di talento disposte a superare i propri limiti. In questo momento, Washington pullula di questi giovani rivoluzionari».
Nella seconda parte della nostra lunga intervista con Curtis Yarvin, abbiamo cercato di comprendere la teoria del potere di colui che ispira la nuova élite reazionaria che vuole sovvertire la democrazia americana.
«Dopo la pandemia, il mondo era maturo: era giunto il momento della monarchia. Avevamo bisogno di un monarca».
Pubblichiamo oggi la prima parte di una lunga intervista con l’influente teorico della Dark Enlightenment, Curtis Yarvin.
Dalla FAZ alle cancellerie, l’autore al centro del dibattito dalla pubblicazione di Ipnocrazia nel Grand Continent affascina.
Oggi sveliamo la sua identità.
Le conseguenze dell’inazione climatica trascendono le linee di partito. Che si voti a destra o a sinistra, il degrado o addirittura la scomparsa delle risorse naturali non è solo una questione politica. Per garantire la prosperità a lungo termine dell’Europa, sono necessarie risorse considerevoli e una strategia: il rapporto Draghi offre una tabella di marcia.
“Trump offre con Elon Musk e le sue innovazioni tecnologiche futuristiche la prospettiva di una presa di potere globale per i cristiani bianchi – mentre collabora con Putin, che considera un alleato”.
Dopo la netta sconfitta di Harris, la sinistra americana deve reinventarsi di fronte all’egemonia di una nuova formula politica portata da Trump – ma come? Facciamo il punto con Patrick Weil (Le président est-il devenu fou? , Grasset, 2022).
Dall’Ucraina a Gaza, l’Austria vuole usare la sua neutralità come una leva: nel cuore di un’Europa che si sta riarmando, aspira a essere una potenza per la pace.
Per scoprire come, abbiamo chiesto al Cancelliere federale Karl Nehammer la strategia di Vienna per influenzare il nuovo ciclo politico e utilizzare il suo posizionamento per costruire ponti con il Sud.
Ambasciatore di Francia in Israele e negli Stati Uniti, rappresentante permanente della Francia all’ONU, il diplomatico Gérard Araud è una delle persone più adatte a cogliere le complessità sollevate dall’attacco di Hamas sabato. Lo abbiamo intervistato per chiedergli un’analisi a caldo della guerra del Sukkot
Carlo Maria Martini, gesuita, biblista finissimo, cardinale e arcivescovo di Milano è tra i principali ispiratori della dottrina che ha difeso papa Francesco a Marsiglia: «L’immigrazione è davvero un’occasione storica per il futuro dell’Europa… un grande appello della Provvidenza per un nuovo modo di vivere». Riproponiamo questa visione cattolica che si oppone radicalmente a quella di matrice orbániana di «un’Europa bianca e cristiana».
Sulla Cina, gli Stati Uniti hanno sviluppato la Dottrina Sullivan. L’UE sta cercando la propria. In questa intervista esclusiva concessa dopo il dibattito al Consiglio dei ministri di Stoccolma e un G7 che sembra confermarne le conclusioni, l’Alto rappresentante dell’Unione europea definisce una nuova configurazione in una prospettiva geopolitica. Per affrontare il rapporto con la Cina, l’Unione Europea deve partire dai propri valori e interessi e proporre un orizzonte strategico di sicurezza comune
«Per più di settant’anni ci sono stati momenti difficili, ma non ci siamo mai trovati nella situazione di pensare che la costruzione europea non avesse senso. Oggi la questione si pone»
In una nuova intervista con Il Grand Continent, Pascal Lamy fa il punto su ciò che l’attuale sequenza racconta del futuro di un’Unione che rischia di dissolversi in un mondo segnato dalla frammentazione e dalla guerra dei capitalismi politici
Da quando il suo governo ha utilizzato l’articolo 49 comma 3 per approvare la riforma delle pensioni, la Francia è sprofondata in una crisi politica, sociale e democratica. Mentre la spirale dello scontro sembra irreversibile, il segretario generale della CFDT chiede una tregua per evitare un’esplosione generalizzata
Dopo le Dottrine della Cina di Xi Jinping, lanciamo una nuova serie settimanale. Ogni mercoledì esamineremo il punto nodale della geopolitica contemporanea, il confronto tra Cina e Stati Uniti, in termini di capacità politica di entrambi i sistemi di guidare, trasformare, sviluppare innovazione, industria, tecnologie digitali e scienza. Chiedendoci quindi: che cosa dobbiamo fare? Un’intervista con Alessandro Aresu e Louis de Catheu, che ci aiuteranno nel condurre questa serie.
Da oggi, il Grand Continent pubblicherà una volta a settimana una traduzione commentata di un testo fondamentale, inedito in italiano, di un intellettuale pubblico che scrive e lavora nella Cina di Xi Jinping. Una serie diretta dal sinologo David Ownby.
A pochi giorni dal vertice di Versailles e una settimana dopo gli sconvolgimenti nell’UE e il discorso di Olaf Scholz sulla difesa, abbiamo chiesto a Pascal Lamy di proporre una diagnosi e indicare alcune prospettive.
Alle soglie dell’anno 2022, l’ex presidente della Commissione europea si sofferma sui grandi cambiamenti permanenti che l’Europa e gli europei devono affrontare. Per l’uomo che aveva voluto una Commissione “politica”, il calvario del coronavirus potrebbe aver permesso all’Unione di liberarsi del “neoliberismo sfrenato e senza vergogna”.
Come punto di equilibrio, il Consiglio – questa istituzione di “prima istanza” ormai al centro della dinamica politica dell’Unione – può articolare una propria dottrina? Nell’intervista più lunga del suo mandato, il suo presidente, Charles Michel, discute la sua comprensione delle dinamiche geopolitiche interne, le lezioni dell’Afghanistan e gli ingredienti essenziali per articolare una narrazione europea comune tra Cina e Stati Uniti.
“Se aveste chiesto ad Adriano o a Marco Aurelio in cosa consistesse il mestiere d’imperatore, loro non avrebbero risposto offrendo queste visioni utopiche. Avrebbero definito l’essenza dell’imperatore come il cercare ogni giorno di essere giusto, riflessivo, il provare ad essere un buon romano.”
Michel Onfray si è spacciato a lungo per un rappresentante delle classi popolari. Mentre la sua nuova rivista Front populaire lo colloca senza alcun dubbio all’estrema destra dello spettro politico, due storici, che avevano già parlato di lui nel 2010, discutono sulle colonne del Grand Continent i miti con cui è stata costruita questa personalità mediatica. Nelle loro parole scopriamo un falsario e un manipolatore di testi, il peso della cui voce ne esce fortemente indebolita.
Abbiamo incontrato Fabrizio Barca, statistico ed economista, coordinatore del Forum Disuguaglianze Diversità. Aldilà dei ruoli istituzionali da lui ricoperti – dalla Banca d’Italia all’OCSE, dal Ministero Economia e Finanze alla carica da Ministro per la coesione territoriale, Barca si presenta innanzitutto come portatore di una visione e di un’etica chiara e convinta, che fa della lotta alle diseguaglianze il punto di partenza per ogni discussione. In questo delicato momento di crisi e di cambiamento politico italiano, condivide un’analisi socio-politica del Bel Paese, indicando qual è, a suo avviso, la strada da seguire – sinceramente a sinistra.
Mentre il 2020 si avvia alla conclusione e le crisi si sovrappongono in Francia e in Europa, il Presidente francese, in una delle sue interviste più lunghe, si è soffermato con il Grand Continent sui principali elementi della sua nuova dottrina di politica estera.
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