Politica

La dottrina Lammy, una conversazione con il prossimo ministro degli Esteri britannico

Europa
Lettura estesa

Dall’Ucraina a Gaza, le bombe cadono su un mondo fratturato. Il 2023 è stato l’anno delle due guerre; il 2024 sarà quello delle elezioni. Una diagnosi sull’Europa davanti alla svolta firmata Josep Borrell al Grand Continent Summit

In Valle d’Aosta, il Ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha aperto la prima edizione del Grand Continent Summit. Con questo discorso molto seguito, ha fatto il bilancio della presidenza spagnola dell’Unione e disegnato le prospettive dell’Europa nel prossimo decennio. Tra realismo e ambizione, bisognerà camminare con cautela sullo spartiacque

La Polonia ha un nuovo Primo ministro. Martedì 12 dicembre, Donald Tusk ha tenuto un lungo discorso prima dell’insediamento del suo governo di coalizione. Si è detto deciso a impegnarsi in un’opera di rifondazione politica e geopolitica per il suo Paese. La dottrina Tusk apre nuove prospettive per l’Europa e l’Ucraina in un momento in cui la guerra sta prendendo una piega preoccupante. Una traduzione commentata, da leggere e discutere.

Il più grande paradosso dell’Unione si trova in Germania. Sebbene il Paese sia uno dei più affezionati all’integrazione europea, è anche uno dei maggiori oppositori del processo. Dalle scelte di bilancio alla diplomazia, questa stimolante prospettiva ripercorre la storia delle politiche che hanno indebolito l’Unione e la Germania. A margine, sorge una domanda: cambiare rotta è ancora possibile?

Donald Trump potrebbe essere il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Ma concentrandoci troppo su di lui, finiamo per sottovalutare l’evoluzione del Partito Repubblicano: Trump non è la causa, ma il sintomo, della trasformazione del partito negli ultimi quattro decenni. In questa lunga intervista, Julian Zelizer, professore a Princeton, dipinge il quadro di un paese fratturato. Fino a che punto?

L’ex presidente ecuadoriano Rafael Correa è rifugiato politico in Belgio dal 2021. In una lunga intervista, ripercorre le recenti elezioni presidenziali in Ecuador, gli attacchi rivolti e ai suoi sostenitori politici e, più in generale, il panorama politico in America Latina, a poche settimane dal terremoto Milei. Facciamo il punto della situazione e guardiamo al futuro di un continente nel pieno dell’interregno.

Ieri Matteo Salvini ha voluto riunire a Firenze i suoi alleati. Questa grande adunata dei partiti sovranisti e populisti europei sarebbe dovuta essere una dimostrazione di forza a sei mesi dalle elezioni europee. Il risultato è stato però contrastante, tanto da farci chiedere a chi giovasse davvero questo raduno. Muovendosi su tutte le scale – locale, nazionale, europea – David Allegranti ci dà gli strumenti per capire questo nuovo episodio nel processo di ricomposizione delle destre europee.

Tra i paesi più piccoli dell’OCSE e dell’UE, l’Estonia è anche il più avanzato nel campo dell’istruzione. Per capire le ragioni di questo successo, abbiamo parlato con Kristina Kallas, ministra dell’Istruzione, che ci ha descritto come il sistema scolastico sia parte di una riflessione più ampia sulla composizione politica e sociale del suo paese – e sul suo ruolo in Europa. In un momento in cui viene sollevata la questione dell’allargamento all’Ucraina, l’Estonia potrebbe rappresentare un modello?