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Chi si è congratulato con Putin? Chi ha contestato i risultati di un’elezione “fabbricata”?

Dall’India alla Turchia, dall’Unione Europea al Vaticano, il voto in Russia è un’occasione unica per studiare il posizionamento di alleati e avversari. Pubblichiamo una mappa e una serie di tabelle riassuntive, le prime nel loro genere, per analizzare le reazioni di tutti gli Stati alla rielezione di Vladimir Putin. Ultimo aggiornamento 19 marzo 11.30 (ora di Roma).

«Lo stato naturale delle cose rimane la lotta tra grandi potenze. Nel mondo di oggi, la geopolitica sta tornando in auge e la Russia non ha dimenticato la propria illusione imperiale. Ecco perché la vostra guerra è stata un campanello d’allarme per l’Unione Europea. Dal 24 febbraio 2022, questa guerra non è stata solo una questione di assistenza militare e finanziaria per la maggior parte di noi, ma è stata soprattutto una rivoluzione nella nostra mentalità… Ora dobbiamo anche cambiare l’intero quadro istituzionale dell’Unione Europea per adattarlo a questa nuova realtà geostrategica».

Non c’è fatalità nel declino economico dell’Italia. Ma per arrestarlo, è necessario smettere di compiacersi nel mito di un paese la cui singolarità risiederebbe in una certa cultura dell’illegalità. Spetta allo Stato far rispettare la legge e promuovere un clima favorevole agli affari. Secondo Andrea Capussela, non si sta prendendo questa strada con Giorgia Meloni: non ha fatto nulla per affrontare i mali che minano l’economia italiana, anzi. Peggio, se non si interviene, questi problemi potrebbero estendersi al continente.

“Non lasciatevi intimorire dai parassiti che vivono alle spalle dello Stato”. A Davos, in un intervento pronunciato a rotta di collo davanti a Klaus Schwab, Javier Milei ha cercato di salvare “l’Occidente” dai pericoli di un capitalismo troppo regolamentato. Ha suscitato diverse reazioni e qualche applauso imbarazzato. Traduciamo e commentiamo il suo primo discorso internazionale.

Il 29 dicembre, il Sudafrica si è rivolto alla Corte internazionale di giustizia, accusando Israele di aver commesso atti «genocidi» contro i palestinesi della Striscia di Gaza. La prima udienza, alla quale Israele ha accettato di presentarsi denunciando le accuse «infondate», si terrà l’11 e il 12 gennaio all’Aia. 10 punti e 8 mappe e grafici per aiutarvi a capire la posta in gioco di questa procedura straordinaria.