La settimana scorsa, il Servizio federale di sicurezza (FSB) russo ha annunciato l’istituzione di un coprifuoco notturno – definito nel comunicato una «misura preventiva» – nei distretti di Slantsy e Kingissepp, al confine con l’Estonia, situati nell’oblast di Leningrado, a circa cento chilometri a sud-ovest di San Pietroburgo 1.
- Il provvedimento è entrato in vigore mercoledì 16 settembre e dovrebbe scadere sabato 26.
- Nel suo comunicato, l’FSB fa riferimento a misure «volte a prevenire le violazioni dei confini e delle leggi sull’immigrazione, nonché a proteggere le risorse biologiche acquatiche».
Attualmente sono in vigore tre divieti distinti:
- il divieto di accesso alla fascia costiera e di navigazione nel tratto compreso tra il fiume Bolchaja Cheriomukha e il fiume Krjusha;
- il divieto di caccia e di spostamento armato in tutta la zona di confine del distretto di Slantsy e in una fascia di 5 km lungo il confine di Stato nel distretto di Kingisepp;
- e un divieto di circolazione notturna in una fascia di 5 km lungo il confine, in entrambi i distretti.
Non è la prima volta che la Russia limita i movimenti nella zona di confine con l’Estonia. Secondo il rappresentante estone al confine russo-estoniano, Andris Viltsin, l’accesso alla città russa di Ivangorod è già soggetto ad autorizzazione in condizioni normali, e le autorità russe impongono tali restrizioni «di tanto in tanto, a seconda della situazione», a fini «preventivi o nell’ambito di esercitazioni» 2.
Questa misura suscita tuttavia preoccupazioni a Tallinn.
- Secondo il ministro dell’Interno estone, Igor Taro, l’introduzione di un coprifuoco – che coincide con lo svolgimento delle elezioni legislative – potrebbe preannunciare una nuova mobilitazione.
- Negli ultimi mesi, alcune voci hanno già spinto diverse migliaia di russi a lasciare il Paese o a informarsi sulle possibilità di trasferirsi all’estero.
- Diversi elettori che hanno votato per via elettronica questo fine settimana hanno dichiarato di aver ricevuto, nelle ore successive, una notifica di iscrizione al registro militare. Due osservatori elettorali che lavorano per il partito Iabloko hanno ricevuto, dal canto loro, una convocazione all’ufficio di reclutamento già registrata a loro nome 3.
Non sembra da escludere nemmeno la possibilità di un intervento militare.
- Secondo il direttore dei servizi segreti cechi, Michal Koudelka, oltre a un’intensificazione dell’attività dei droni, la Russia potrebbe lanciare «un’incursione limitata, provocazioni sotto falsa bandiera o una massiccia campagna di influenza»[nota]Shaun Walker, «European spy chiefs warn Moscow is planning more decisive action against Nato», The Guardian, 20 settembre 2026.[/note].
- L’Estonia, dal canto suo, intende mantenere un atteggiamento più cauto. Sabato 19, il segretario generale del Ministero degli Affari Esteri estone, Jonatan Vseviov, ha dichiarato: «Negli ultimi tempi sui social media si è diffuso molto panico riguardo alla sicurezza dei Paesi baltici. Rilassatevi. Se ci fosse motivo di temere un attacco, state tranquilli: lo faremo sapere chiaramente. Nel frattempo, mantenete la calma, andate avanti e sostenete l’Ucraina» 4.
La città estone di Narva figura tra i potenziali obiettivi individuati dagli analisti come possibili bersagli di un tentativo di occupazione territoriale. Tra le altre ipotesi figurano la città lettone di Zilupe, il corridoio di Suwalki, tra Polonia e Lituania, o ancora l’arcipelago norvegese delle Svalbard, nel Mare di Groenlandia.
Note
- Pubblicazione su VK dell’Amministrazione del distretto municipale di Slantsy, 14 settembre 2026.
- «La Russia ha imposto restrizioni temporanee alla circolazione oltre il confine con l’Estonia», ERR, 21 settembre 2026.
- Pubblicazione su Telegram di Anastasia Kashevarova, 20 settembre 2026.
- Post su X di Jonatan Vseviov, 19 settembre 2026.