I repubblicani hanno subito una pesante sconfitta alle elezioni di midterm perdendo il controllo di entrambe le camere del Congresso e, se le tendenze si confermeranno, la maggioranza delle assemblee legislative statali, dopo 16 anni di dominio. I democratici sono inoltre in procinto di governare Stati in cui si concentra il 75% della popolazione del Paese.
Il vicepresidente americano, che si sta preparando in vista di una candidatura nel 2028, attribuisce la sconfitta a quattro fattori: il costo della vita, la guerra in Iran, l’abbandono del mantra «America First» e i rapporti con Israele.
- Nelle ore successive al messaggio di Vance, il prezzo del Brent ha registrato un calo superiore al 7%.
Sebbene Trump non sembri aver preso una decisione in merito alla fine della guerra in Iran – il cui protrarsi potrebbe ancora compromettere le possibilità dei repubblicani nel 2028 – alcuni segnali indicano che la situazione potrebbe cominciare a evolversi su diversi temi chiave, in particolare in materia di politica estera.
- Il giorno delle elezioni, martedì 3, Trump aveva annunciato di voler porre fine a un aiuto di 3,8 miliardi di dollari all’anno che lo Stato di Israele avrebbe dovuto ricevere fino al 2028.
- La politica di sostegno dell’amministrazione al governo di Netanyahu è stata uno dei temi della campagna elettorale di diversi candidati democratici, in particolare del senatore eletto del Michigan, Abdul El-Sayed.
Vance non è l’unico ad aver attribuito la sconfitta alla guerra in Iran e alla politica dell’amministrazione nei confronti di Israele: Donald Trump Jr., il figlio maggiore del presidente, ha dichiarato su X di condividere ogni parola del messaggio del vicepresidente.
- Il distanziamento da parte di figure chiave della cerchia di Trump potrebbe influire sulla decisione di riprendere o meno le operazioni offensive contro l’Iran, come richiesto da Netanyahu e come l’amministrazione aveva previsto prima delle elezioni di midterm.
- Da diverse settimane l’esercito americano sta conducendo attacchi limitati contro l’Iran, senza renderli pubblici ed evitando di causare vittime, per non attirare l’attenzione prima delle elezioni del 3 novembre 1.
La guerra in Ucraina e la politica di “normalizzazione” delle relazioni con Mosca hanno avuto un ruolo meno rilevante nelle settimane precedenti le elezioni. Segno delle riserve che questo riavvicinamento suscita, due dei tre carichi di gasolio russo destinati agli Stati Uniti hanno modificato le proprie rotte, in assenza apparente di acquirenti americani.
- L’accordo siglato il 9 ottobre tra Trump e Putin per l’acquisto di carburante russo – le cui forniture sarebbero le prime autorizzate dall’embargo statunitense del 2022 – al fine di far scendere i prezzi negli Stati Uniti era stato aspramente criticato dai democratici e da diversi repubblicani 2.
- La governatrice democratica del New Jersey, Mikie Sherrill, aveva avvertito i gestori dei porti del suo Stato che avrebbero rischiato pesanti sanzioni se non avessero rifiutato le petroliere che trasportavano gasolio russo.
- L’inviato di Putin, Kirill Dmitriev, dovrebbe tuttavia partecipare oggi, giovedì 5, a un evento organizzato da Melania Trump alla Casa Bianca e incontrare diversi membri dell’amministrazione.
- Il Cremlino ha dichiarato di sperare che Trump prosegua i suoi sforzi di pace nonostante la sconfitta del Partito Repubblicano 3.
Note
- Natalie Andrews, Alexander Ward, Lara Seligman e Robbie Gramer, «Vance’s Break With Trump on Iran Follows Weeks of Handwringing Over War», The Wall Street Journal, 4 novembre 2026.
- Jamie Smyth e Alice Hancock, «Trump diesel deal with Russia falters as US fuel supplies hit 20-year low», Financial Times, 4 novembre 2026.
- «Il russo Dmitriev a Washington per il primo contatto con gli Stati Uniti dopo la battuta d’arresto di Trump alle elezioni di medio termine», Reuters, 5 novembre 2026.