Nonostante la pressione esercitata dai Guardiani della Rivoluzione Islamica, i flussi di petrolio provenienti dai principali produttori arabi del Golfo hanno raggiunto in ottobre un livello simile a quello prebellico. L’Arabia Saudita e il Kuwait hanno così esportato oltre il 99% dei volumi di greggio che spedivano prima del conflitto, nonostante gli attacchi di Teheran.

  • Infatti, nelle ultime settimane l’Iran ha intensificato gli attacchi: secondo l’UKMTO, in ottobre sono state attaccate 35 navi, un numero superiore a quello registrato in qualsiasi altro mese dall’inizio della guerra.
  • Ieri, mercoledì 4 novembre, i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato che quattro petroliere sono state distrutte a sud dello Stretto di Ormuz dopo aver urtato delle mine marine, mentre tentavano di percorrere una rotta che i Guardiani definiscono vietata 1.

Secondo il CENTCOM, il comando militare statunitense che pattuglia la regione e garantisce la sicurezza del transito delle navi, dall’estate scorsa l’esercito americano ha contribuito all’esportazione di oltre 1,5 miliardi di barili di petrolio.

  • Parallelamente alla presenza statunitense, gli esportatori ricorrono a petroliere-navetta, che attraversano lo stretto prima di trasbordare i propri carichi su altre navi nel Golfo di Oman.

L’incapacità di Teheran di mantenere il controllo sui flussi che transitano attraverso lo Stretto di Ormuz è dovuta anche al significativo deterioramento delle sue capacità. Nelle ultime settimane, l’Iran ha utilizzato droni sottomarini carichi di esplosivo, ha lanciato razzi anticarro (RPG) e ha dispiegato squadre per posizionare mine a ventosa sulle navi.

  • Questi mezzi, definiti dall’Institute for the Study of War «subottimali», sono meno efficaci dei missili balistici e da crociera antinave e dei droni utilizzati all’inizio della guerra 2.
  • Teheran ha inoltre perso parte della sua capacità di monitorare il traffico nello stretto, soprattutto perché i suoi radar costieri sono stati più volte presi di mira da attacchi statunitensi.
  • I Guardiani ricorrono oggi a piccole imbarcazioni che osservano e trasmettono la posizione delle navi, mentre l’esercito americano continua a sferrare attacchi a sorpresa, in particolare sull’isola di Qeshm, situata all’imbocco dello stretto, lunedì 2 novembre 3.

Teheran continua tuttavia a beneficiare dell’aiuto militare russo: secondo funzionari dei servizi segreti occidentali, i due paesi hanno ulteriormente rafforzato la loro collaborazione dall’inizio della guerra. In particolare, oltre una ventina di navi russe hanno trasportato in Iran, attraverso il Mar Caspio, carichi comprendenti munizioni, componenti per droni e TNT 4.

Note
  1. «Iran’s IRGC says four tankers ablaze after hitting mines near Strait of Hormuz», Reuters, 4 novembre 2026.
  2. Iran Update, 4 novembre 2026, Institute for the Study of War.
  3. Alexander Ward, Lara Seligman e Shelby Holliday, «U.S. Strikes Iran’s Qeshm Island as Trump Talks Down War Risks», The Wall Street Journal, 2 novembre 2026.
  4. Dan De Luce, «Russia is shipping explosives to Iran to bolster its missile and drone arsenal in U.S. war», NBC News, 18 agosto 2026.