Putin ha trovato una nuova maggioranza in Germania?
Nella Sassonia-Anhalt, l’estrema destra e la sinistra nazional-populista hanno appena fatto approvare una risoluzione simbolica che chiede la fine degli aiuti tedeschi all’Ucraina.
Traduciamo e commentiamo il discorso di Ulrich Siegmund, che celebra la nascita di questo “putinismo” maggioritario.
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- © Ronny Hartmann/DPA/SIPA
L’AfD, che si è classificata al primo posto nelle elezioni del 6 settembre 2026, ha fatto approvare il 14 ottobre 2026, insieme al Bündnis Sahra Wagenknecht (BSW), un’«iniziativa di pace» che esige la sospensione degli aiuti all’Ucraina e la fine della protezione dei rifugiati ucraini in nome del principio «La Germania prima di tutto». Ulrich Siegmund, probabile futuro capo del governo regionale della Sassonia-Anhalt, espone nel suo discorso una linea filorussa, un misto di argomenti economici e di apparente compassione per le vittime della guerra 1.
Dopo l’elezione di Tobias Rausch alla presidenza del Landtag il 6 ottobre 2, che lo ha reso il primo presidente proveniente da un partito di estrema destra dal 1945, l’adozione di questo primo testo è l’atto rivelatore del nuovo orientamento filo-russo di questa maggioranza. Questa risoluzione illustra la strategia della maggioranza populista di destra e di sinistra in Sassonia-Anhalt, che in ogni caso disporrà solo di quattro seggi su 69 nel Bundesrat. Lontana da qualsiasi preoccupazione per il futuro economico o sociale del Land, l’obiettivo primario di questa alleanza è quello di ostacolare con ogni mezzo il sostegno del governo federale alla resistenza dell’Ucraina contro l’invasore russo.
Il discorso di Ulrich Siegmund ribadisce così il principio «Il nostro Paese prima di tutto» (Unser Land zuerst) e chiede che «la Germania smetta finalmente di voler salvare tutti».
Si citano i danni attribuiti alla guerra della Russia in Ucraina, ma la responsabilità della Russia nello scoppio del conflitto viene ampiamente elusa, così come i crimini di guerra perpetrati dal suo esercito. L’aiuto fornito agli ucraini viene messo a confronto con diversi punti del programma dell’AfD – dagli asili gratuiti ai prestiti per i neo-sposi – e funge da risposta ai suoi detrattori, che temono che lo stesso programma sia impossibile da finanziare.
Per Siegmund, le disgrazie della Germania hanno due cause principali: il sostegno fornito all’Ucraina e l’immigrazione incontrollata. Le offensive commerciali statunitensi o cinesi, responsabili dell’attuale crisi industriale oltre il Reno, vengono ignorate. Né la risoluzione del Landtag, né il discorso che l’accompagna, menzionano i vari tentativi di mediazione infruttuosi del presidente americano Donald Trump dal suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025. Non viene fatto alcun riferimento nemmeno all’attentato all’aeroporto di Lipsia, sventato nell’agosto del 2026, che Berlino ha attribuito ai servizi segreti russi.
La risoluzione del Landtag approvata ieri, 14 ottobre, dall’AfD e dalla BSW, che – per una coincidenza del calendario – era stata ufficialmente presentata per l’approvazione il 7 ottobre, il giorno del compleanno del presidente russo, esige che il governo federale ponga fine a qualsiasi aiuto finanziario all’Ucraina che non sia di natura umanitaria, nonché a tutte le forniture di armi al Paese 3. Questo primo testo, che, come riconosce lo stesso Siegmund, non riguarda propriamente la politica regionale, va letto come l’atto di nascita parlamentare di un blocco trasversale apertamente filoputinista nella Germania orientale.
Oggi è una bella giornata, oggi è una giornata storica, perché oggi, per la prima volta dall’inizio della terribile guerra in Ucraina, un’iniziativa di pace – una vera iniziativa di pace – prenderà le mosse da un parlamento tedesco, qui in Sassonia-Anhalt. Ne sono orgoglioso, signore e signori.
Oggi adotteremo per la prima volta un’iniziativa di pace, che non proviene solo dalla Sassonia-Anhalt, ma che dà voce a milioni di persone in tutta la Germania e in tutta Europa, che aspirano ardentemente a questa pace. Ciò è stato reso possibile dalle centinaia di migliaia di cittadini che il 6 settembre hanno scelto il cambiamento, hanno votato per l’Alternativa e hanno chiaramente bocciato i guerrafondai. Grazie mille. Grazie al vostro sostegno, tutto questo è diventato possibile. In futuro, signore e signori, sceglieremo finalmente il ritorno alla pace.
Alcuni si sono naturalmente chiesti: perché una seduta straordinaria, e perché non affrontare un tema regionale? Certo, nelle prossime settimane verranno trattati qui numerosi temi regionali, ma riteniamo che sia necessario affrontare i problemi fondamentali. Ebbene, questo tema è proprio uno di quei problemi di fondo che sta trascinando quasi tutti i settori della nostra società — anche a livello del nostro Land — nella direzione sbagliata, compromettendo il nostro futuro e costituendo la causa profonda della situazione attuale. Non vogliamo tergiversare, vogliamo agire; da qui questa seduta straordinaria, per non perdere nemmeno un giorno a favore della pace. Ecco perché siamo riuniti oggi per costruire un futuro migliore per tutta l’Europa. Signore e signori, vogliamo che la Germania smetta finalmente di voler salvare il mondo.
«Il nostro Paese prima di tutto»: questa dovrebbe essere la nostra aspirazione più profonda. Vogliamo che le stragi cessino finalmente. La guerra non deve mai essere una soluzione. È una lezione che dovremmo tutti aver imparato dalla storia, al di là delle divisioni tra i gruppi parlamentari. Non vogliamo che il nostro Paese continui a partecipare a una guerra che non è la nostra, con il rischio che questo conflitto si estenda anche al nostro territorio. Non lo vogliamo. Non vogliamo prepararci alla guerra, ma alla pace, onorevoli colleghi.
L’attuale evoluzione di questo conflitto — ciò che è accaduto negli ultimi mesi e negli ultimi anni — rientra, proprio come l’immigrazione incontrollata, tra i principali problemi della nostra epoca; non si tratta solo di morti inutili. Si tratta anche di risorse di cui il nostro Paese è privato, mentre ne avremmo un bisogno urgente e necessario in molti settori. Ecco perché, con questa iniziativa, intendo esporre chiaramente dei fatti che sfuggono a molti dei nostri concittadini, al fine di mostrare precisamente di cosa siamo privati. Vi ricordo alcune tavole rotonde della campagna elettorale in cui mi veniva spesso rimproverato: «Signor Siegmund, con un deficit di 2,5 miliardi, come pensa di finanziare tutto questo, tutti i progetti del suo programma?» Da qui la presentazione, oggi, di cifre, dati e fatti. Di cosa stiamo parlando realmente? Dall’inizio della guerra, la Germania ha speso 28 miliardi di euro solo per l’assegno di cittadinanza (Bürgergeld) versato agli ucraini, 7 miliardi per l’alloggio e l’integrazione, 6 miliardi per gli approvvigionamenti e le infrastrutture (in particolare energetiche) in Ucraina, 23 miliardi per il sostegno militare, 22 miliardi a titolo di impegni futuri e autorizzazioni di impegno; a ciò si aggiungono circa 25 miliardi di euro versati indirettamente tramite il bilancio dell’Unione europea — di cui la Germania è, come tutti sappiamo, il principale contributore netto. Per un totale di 125 miliardi di euro sottratti al nostro stesso Paese per essere iniettati, direttamente o indirettamente, in questa guerra.
L’analisi quantitativa di Siegmund contraddice addirittura l’argomentazione avanzata dalla stessa risoluzione, secondo cui gli aiuti umanitari non rientrano nel calcolo, poiché egli critica gli aiuti destinati all’approvvigionamento e alle infrastrutture non militari in Ucraina.
E allo stesso tempo, alla MDR (l’emittente radiofonica pubblica regionale, N.d.T.) vogliono farmi credere che non ci sono soldi per gli asili gratuiti, per i pasti scolastici, per i pensionati, per le famiglie o per i prestiti alle giovani coppie sposate. È uno scandalo enorme. È una logica del tutto assurda. I nostri soldi per il nostro Paese.
Il leader dell’AfD in Sassonia-Anhalt riprende qui diversi punti del «programma di governo» del suo partito in vista delle elezioni dello scorso settembre.
Signore e signori – e lo dico qui in qualità di padre e di cittadino di questo Paese –, al di là di questi miliardi di costi, c’è un prezzo che nessuna somma di denaro al mondo può compensare: quello delle vite umane. Signore e signori, nessuno conosce le cifre esatte. Circa 150.000 ucraini hanno finora pagato con la vita questa terribile guerra, e si stima che tra i 400.000 e i 500.000 siano i russi che hanno subito la stessa sorte. Quasi due milioni di persone sono rimaste ferite o mutilate: una tragedia umana senza fine.
Ecco perché vogliamo porre fine a questa sofferenza: queste persone non sono solo numeri. Dietro ognuno di questi numeri c’è una madre, un padre, un figlio, una figlia, una famiglia lacerata, bambini che ora crescono senza i propri genitori… e a che scopo? Perché tutto questo? Questa sofferenza deve cessare. Ecco perché qualsiasi discussione seria volta a far tacere le armi merita che portiamo avanti questa iniziativa qui, dalla Sassonia-Anhalt, che la sosteniamo e che la approviamo oggi.
Permettetemi tuttavia di dire una cosa: condanniamo ovviamente la terribile guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, perché la guerra non può essere una soluzione. Devo ribadirlo: è una lezione che la storia avrebbe dovuto insegnarci già da tempo. Ma constatiamo anche che ogni guerra ha un contesto e che può essere risolta solo sedendosi al tavolo dei negoziati, da pari a pari e nel rispetto reciproco, per far tacere finalmente le armi, negoziare un cessate il fuoco e impedire che si continui a morire. Il fatto che Juliane Kleemann, dell’SPD, sfoggi un sorriso beffardo e scuota la testa dimostra che non ha alcun interesse a proteggere queste vite umane. Siete voi ad alimentare la guerra, voi che siete state giustamente estromesse dal potere. La gente vuole la pace, e la vuole con noi.
Juliane Kleemann è una deputata del Landtag, membro dell’SPD, partito che il 6 settembre ha ottenuto un risultato stabile e ha adottato un atteggiamento prudente, talvolta criticato per la sua pusillanimità di fronte al rischio di un’escalation in Ucraina. L’esempio sembra quindi piuttosto infelice da parte di Siegmund per illustrare una figura bellicista punita alle urne.
Signore e signori, per concludere, vorrei sottolineare che tutte le vostre iniziative insensate — le sanzioni contro la Russia e molte altre misure ancora — hanno portato a un solo risultato: uno squilibrio nel nostro sviluppo economico. Prezzi del carburante estremamente elevati. Provate a fare il pieno; molti di voi non hanno idea di quanto costi al momento. Uno squilibrio economico: ecco la conseguenza. Quante vite hanno salvato queste sanzioni? In che misura hanno cambiato il corso della guerra? Per niente. Ed è proprio questo lo scandalo di cui stiamo parlando oggi. Tutto questo non porta a nulla. Dobbiamo intraprendere nuove strade. È questa la sfida di oggi.
La dimostrazione inequivocabile dell’inefficacia delle sanzioni è in contraddizione con la volontà dichiarata di condannare l’invasione; ma Ulrich Siegmund attribuisce l’elevato costo dell’energia in Germania esclusivamente alle sanzioni, tralasciando di sottolineare che i prezzi erano strutturalmente più alti prima del 2022 e che la guerra degli Stati Uniti contro l’Iran alimenta l’inflazione.
Per concludere, signore e signori, sono molto grato al BSW per aver reso possibile, insieme a noi, questa iniziativa di pace oggi per la Sassonia-Anhalt e per la Germania. Questo segnale forte proveniente dalla Sassonia-Anhalt è più necessario che mai, sia a livello federale che in seno al Bundesrat. Milioni di persone aspirano alla diplomazia piuttosto che all’escalation. Desiderano sicurezza per i propri figli, per le proprie famiglie e per il futuro di tutti noi. Si aspettano un segno di pace. Ed è proprio questo segno che riceveranno oggi. Questo segno di pace lo adotteremo insieme oggi, qui in Sassonia-Anhalt. La pace è il futuro. Grazie per la vostra attenzione, signore e signori, e buon proseguimento nel nostro lavoro comune.
Ulrich Siegmund plaude al contributo del BSW, che già lo scorso 6 settembre aveva espresso la volontà di votare insieme all’AfD su diversi progetti comuni. Sebbene il partito populista di sinistra filo-russo abbia per il momento rifiutato di votare direttamente per Siegmund in occasione dell’elezione del ministro-presidente, che potrebbe tenersi all’inizio di dicembre, in questa occasione unisce le proprie voci a quelle del partito nazional-populista di estrema destra a favore di una risoluzione essenzialmente simbolica e priva di effetti giuridici vincolanti.
Note
- Siegmund Ulrich, «Für Frieden in Europa – heute ist ein historischer Tag!», 14 ottobre 2026.
- Eletto in Sassonia-Anhalt il primo presidente di Landtag dell’AfD a livello nazionale, Tagesschaun, 6 ottobre 2026.
- AfD, BSW, «Negoziati di pace anziché un’estensione della guerra in Ucraina», Mozione del Landtag della Sassonia-Anhalt, 7 ottobre 2026.