In un recente studio, il demografo Yi Fuxian, autore del libro Big Country With an Empty Nest e critico della politica del figlio unico, abolita in Cina nel 2007, stima che la popolazione effettiva del Paese nel 2020 si aggirasse piuttosto intorno a 1,27 miliardi, e non 1,412 miliardi come riportato dal censimento ufficiale 1.
- Questo divario di circa 140 milioni di abitanti, pari all’incirca alla popolazione della Russia, potrebbe avere importanti ripercussioni sulle prospettive del Paese, in particolare sul suo modello di crescita.
- Inoltre, la Cina ha un debito enorme, il cui servizio dovrebbe rappresentare quest’anno oltre il 19% del bilancio del governo centrale, ovvero 7 punti in più rispetto al 2014.
Diversi indizi suggeriscono che le statistiche ufficiali gonfino artificialmente il numero degli abitanti del Paese, e questo fin dall’inizio degli anni ’90.
- Yi sottolinea che il governo ha approvato la distribuzione di circa 5,8 milioni di fiale all’anno del vaccino BCG contro la tubercolosi, obbligatorio per ogni neonato, tra il 2018 e il 2020.
- Tuttavia, con una media di circa 14 milioni di nascite all’anno, secondo Pechino, sarebbero stati necessari tra i 9 e i 13 milioni di fiale: infatti, in pratica, ogni fiala consente di vaccinare solo circa 1,1-1,6 neonati.
- Allo stesso modo, Yi osserva che la dimensione della coorte dei bambini nati nel 2000 si è notevolmente ridotta quindici anni dopo, passando da 17,7 milioni di nascite secondo le statistiche ufficiali a 14,2 milioni di diplomati delle scuole medie nel 2015, nonostante la scuola sia obbligatoria 2.
Diversi soggetti avrebbero potuto avere interesse a gonfiare le statistiche demografiche: gli enti locali, per ottenere maggiori finanziamenti dall’amministrazione centrale, l’Ufficio nazionale di statistica (BNS) e la Commissione per la pianificazione familiare, al fine di legittimare il mantenimento della politica del figlio unico, ma anche il potere stesso, per il quale una correzione al ribasso dei dati demografici avrebbe potuto avere conseguenze politiche.
La correzione di decenni di sovrastima della popolazione potrebbe tuttavia indurre Pechino a ridimensionare le proprie ambizioni geopolitiche.
- Yi ritiene infatti che, se l’indice sintetico di fecondità della Cina dovesse stabilizzarsi intorno a 0,8 – contro meno di 1, secondo lui, al momento –, la popolazione del Paese subirebbe una contrazione senza precedenti.
- Secondo le statistiche ufficiali, la popolazione cinese passerebbe dagli attuali 1,4 miliardi di abitanti a 1 miliardo entro il 2050, per poi scendere a 620 milioni nel 2075. Nel 2100, il Paese conterebbe solo 320 milioni di persone.
- Avrebbe quindi una popolazione inferiore a quella degli Stati Uniti (circa 420 milioni di abitanti nel 2100, secondo le proiezioni delle Nazioni Unite) e a quella dell’Europa (circa 470 milioni, esclusa la Russia).
Note
- Yi Fuxian, «China’s Population Data Manipulation», Contemporary China Review, vol. 8, pagg. 2-92, 2026.
- Lingling Wei, «A Demographic Mirage May Be Distorting China’s Economic Ambitions», The Wall Street Journal, 13 ottobre 2026.