Tra giovedì 8 e domenica 11 ottobre, tre dei principali data center del colosso digitale russo Yandex sono stati colpiti da droni ucraini, causandone la messa fuori servizio parziale o totale.

Nelle ore successive, i dati di Cloudflare hanno evidenziato un calo significativo del traffico generato dai bot russi.

  • Alcuni osservatori, tra cui il deputato europeo ceco Tomáš Zdechovský 1, hanno suggerito un nesso tra il calo di questo traffico e una presunta diminuzione del sostegno fornito dai bot sui social network a diverse forze di estrema destra, tra cui l’AfD in Germania e il movimento MAGA negli Stati Uniti.

Allo stato attuale, i dati di Cloudflare non consentono di stabilire un nesso tra la disattivazione di questi “bot” – che sono per lo più robot di indicizzazione («crawler»), utilizzati da Yandex per esplorare le pagine web e indicizzarle – e il numero di pubblicazioni o di interazioni con contenuti di estrema destra.

  • Secondo Kevin Limonier, esperto di cyberspazio di lingua russa, si può tuttavia ipotizzare «che alcuni componenti delle pipeline che costituiscono la maggior parte dei bot dei social network contemporanei abbiano smesso di funzionare, e non i bot nel loro complesso. Potrebbe trattarsi di un modello LLM ospitato su Yandex Cloud che diventa improvvisamente indisponibile, o di un orchestratore di tipo n8n che dovrebbe automatizzare alcune azioni e che non è più online…» 2

I dati di Cloudflare indicano chiaramente un calo del volume delle richieste automatizzate a seguito degli attacchi ai data center. Tuttavia, tali dati non riguardano specificatamente l’attività sui social media, bensì l’insieme dei siti protetti da Cloudflare, che questi bot visitano in particolare per indicizzarli.

Gli attacchi ucraini ai centri dati potrebbero tuttavia avere un impatto sulle attività di ingerenza digitale russe.

  • Due dei tre centri dati colpiti ospitano alcuni dei supercomputer più potenti del Paese, come il Galouchkine, situato nel centro di Vladimir, che figura tra i 150 più potenti al mondo secondo la classifica TOP500.
  • Il malfunzionamento dell’API di YandexGPT, il modello linguistico ospitato nel cloud di Yandex, potrebbe privare le “fabbriche di troll” degli strumenti necessari per generare, tradurre e diffondere disinformazione online.
  • Non è raro che attori russi, statali o legati allo Stato, ricorrano a strumenti di intelligenza artificiale pubblici per operazioni di ingerenza, come aveva accertato Anthropic in un rapporto pubblicato a settembre in cui venivano elencati casi di utilizzo di Claude a fini malevoli e criminali.

In mancanza di dati disponibili, è tuttavia difficile valutare l’impatto a lungo termine di questi attacchi su attori che operano su scala più ampia, come i servizi di intelligence militare russi. Quest’ultimo finanzierebbe infatti modelli di intelligenza artificiale ospitati in proprio, indipendenti dai fornitori commerciali, per alimentare alcune delle sue operazioni di ingerenza 3.

  • Yandex, che afferma di non poter confermare se le infrastrutture di Sasovo verranno ripristinate, ritiene che la sostituzione delle apparecchiature distrutte potrebbe richiedere diversi mesi, se non addirittura diversi anni.
  • A causa delle sanzioni e della carenza globale di memorie e componenti, le aziende russe hanno difficoltà a procurarsi in quantità significative le apparecchiature necessarie per i grandi centri dati (memoria RAM, processori…)
  • Secondo i dati di Data Center Map, la Russia conta 14 volte meno centri dati rispetto agli Stati membri dell’Unione europea e 25 volte meno rispetto agli Stati Uniti.
Note
  1. Post di Tomáš Zdechovský su X, 11 ottobre 2026.
  2. Pubblicazione su LinkedIn di Kevin Limonier, 12 ottobre 2026.
  3. CopyCop Deepens Its Playbook with New Websites and Targets, Insikt Group, 17 settembre 2025.