In Russia, secondo i dati di Rosstat, 11 settori su 79 hanno registrato un risultato finanziario negativo nel periodo gennaio-luglio. Tra i settori più colpiti dal peggioramento della situazione economica figurano la metallurgia, le cui grandi e medie imprese hanno registrato un saldo negativo di 269 miliardi di rubli (2,8 miliardi di euro) nel periodo, il settore finanziario e assicurativo (-247 miliardi) e l’estrazione del carbone (-178 miliardi) 1.
- Al netto delle perdite, l’utile complessivo delle grandi e medie imprese russe ammonta a 13.000 miliardi di rubli (136 miliardi di euro) nel periodo in esame, ovvero il 16% in meno rispetto all’anno precedente.
- In totale, 43.000 imprese hanno chiuso questo periodo in attivo, mentre 22.000 hanno registrato una perdita netta.
- La percentuale di imprese in perdita è quindi in aumento rispetto a un anno fa e ha raggiunto il 33,4%, ovvero 2,8 punti in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Le aziende russe faticano a generare utili a causa degli elevati costi dei prestiti e dell’aumento degli oneri.
- Sebbene il tasso di riferimento della Banca centrale sia stato abbassato al 14% a luglio – ovvero 7 punti in meno rispetto al picco raggiunto tra ottobre 2024 e giugno 2025 –, le imprese si trovano spesso a dover affrontare tassi di interesse sui prestiti superiori al 20%.
- Per finanziare la guerra contro l’Ucraina, il Cremlino ha aumentato l’IVA dal 20 al 22% a partire dal 1° gennaio, il che contribuisce all’aumento dei costi. Allo stesso tempo, la scarsa domanda rende più difficile trasferire questi aumenti sui prezzi.
- Secondo un sondaggio condotto a giugno da PSB, una banca russa, il 22% delle imprese dichiara che la propria strategia attuale è quella della «sopravvivenza».
Non tutti i settori risentono di queste condizioni economiche sfavorevoli: le società di estrazione di petrolio e gas hanno registrato un aumento dei profitti del 51% nel periodo in esame a causa dell’aumento del prezzo del barile legato al blocco dello stretto di Ormuz, così come le aziende farmaceutiche (+34%) e le industrie legate agli appalti nel settore della difesa.
- Le compagnie petrolifere russe risentono tuttavia delle prolungate sospensioni dell’attività e delle operazioni di riparazione e manutenzione sempre più frequenti imposte dai bombardamenti ucraini.
- Per continuare a rifornire il mercato interno di carburante, a settembre il governo russo ha erogato alle compagnie petrolifere la sovvenzione più consistente dall’aprile 2022: 305 miliardi di rubli, pari a 3,2 miliardi di euro.
Note
- Milana Gadzhieva, «Disparità di cassa: il numero dei settori aziendali in perdita è quadruplicato», Izvestia, 7 ottobre 2026.