Secondo un’analisi effettuata dalla rivista sulla base dei dati dell’Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED), gli attacchi russi che hanno colpito le infrastrutture energetiche ucraine – stazioni di servizio, linee elettriche, centrali elettriche, sottostazioni, depositi di carburante… – sono quadruplicati tra settembre 2024 e settembre 2026.
Il mese scorso sono stati registrati 160 attacchi, contro i 129 del 2025 e i 21 del 2022 nello stesso periodo.
- La campagna russa contro le infrastrutture energetiche ucraine è diventata sistematica già nell’autunno del 2022, ma da allora si è notevolmente intensificata.
- La strategia consiste nel prendere deliberatamente di mira le infrastrutture civili (riscaldamento, illuminazione, possibilità di ricaricare i dispositivi…) al fine di esercitare pressione sull’opinione pubblica e minare la fiducia degli ucraini nel proprio governo.
- Questi attacchi stanno diventando sempre più frequenti con l’avvicinarsi dell’inverno, in particolare contro gli impianti di produzione e stoccaggio del gas naturale, da cui dipendono le famiglie per il riscaldamento.
La Russia sta sfruttando il potenziamento dei propri droni d’attacco, tra cui il Geran-5, un modello a reazione in grado, secondo i servizi di intelligence militari ucraini, di colpire bersagli fino a 1.000 chilometri di distanza, per causare danni in profondità nel territorio ucraino.
- Negli anni precedenti, l’esercito russo ricorreva soprattutto a costosi missili da crociera per colpire le sottostazioni elettriche.
- Questi attacchi possono ora essere condotti con l’ausilio di droni il cui costo unitario è stimato in alcune decine di migliaia di euro.
- L’aumento degli attacchi contro le infrastrutture lontane dal fronte è dovuto anche al deterioramento delle difese antiaeree ucraine e alla decisione del Cremlino di intensificare gli attacchi, secondo la ricercatrice Dara Massicot 1.
Fin dagli anni 2010, la dottrina militare russa prevede di colpire sistematicamente il «potenziale militare-economico» dell’avversario, in particolare le sue centrali elettriche e le infrastrutture vitali delle sue città. Secondo uno studio della RAND, che si basa su scritti di strateghi militari russi, questi attacchi mirano a «gettare nello scompiglio» l’economia nemica, a deteriorare rapidamente la qualità della vita e a «diffondere il caos attraverso un effetto domino di danni secondari»» 2.
- Un documento russo intercettato da Kiev descrive in dettaglio un piano di attacchi contro le infrastrutture civili e stima che, colpendo 12 sottostazioni, la Russia potrebbe interrompere il 90% dell’approvvigionamento elettrico di Kiev, Kharkiv e Odessa.
- Il piano, datato agosto 2026, indica la produzione e la distribuzione di energia elettrica, l’approvvigionamento idrico, la rete fognaria e il riscaldamento come i quattro «obiettivi prioritari» della campagna di attacchi russa 3.
- Per i 60 obiettivi chiave che elenca, il documento calcola il numero e il tipo di armi necessarie alla loro distruzione (droni, missili, bombe plananti…), impianto per impianto.
Questo tipo di documento non è una novità: secondo Oleksandr Khartchenko, direttore del Centro di ricerca sull’energia, documenti simili circolano almeno dal 2023. Servirebbero a giustificare agli occhi degli industriali i volumi di armamenti da produrre e successivamente a elaborare il piano di distruzione, che stabilisce le date dell’operazione e la ripartizione degli attacchi.
Note
- Post su X di Dara Massicot, 2 ottobre 2026.
- Clint Reach, Alyssa Demus, Michelle Grisé, Khrystyna Holynska, Christopher Lynch, Dara Massicot e David Woodworth, Russia’s Evolution Toward a Unified Strategic Operation, RAND, 13 febbraio 2023.
- Olga Ivleva, Kyrylo Ovsyanyi, Kira Tolstyakova e Valérie Yegoshina, «Obiettivi prioritari»: cosa nasconde il documento intercettato della Federazione Russa sulla distruzione del settore energetico ucraino – «Schemi», Radio Svoboda, 8 ottobre 2026.