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Nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 maggio, l’esercito russo ha colpito l’Ucraina con 355 droni Shahed e 9 missili da crociera Kh-101, per un totale di 364 vettori. Si tratta dell’attacco aereo più devastante dal febbraio 2022, mentre Donald Trump ha accusato Putin nella notte di essere « completamente impazzito ».

Durante la notte precedente, il territorio ucraino era stato colpito da 367 droni e missili, e 264 il giorno prima.

In un testo pubblicato dall’account ufficiale del Dipartimento di Stato americano, l’amministrazione Trump rilancia la sua dottrina europea: il cambio di regime.

In questo appello alla costruzione di un’«alleanza di civiltà» — esplicitamente rivolto al Rassemblement National in Francia, all’AfD in Germania e al PiS in Polonia — la più potente diplomazia del mondo assume un progetto: trasformare l’Unione in un aggregato di «nazioni cristiane come l’Ungheria».

Lo traduciamo e commentiamo riga per riga.

Con il voto del «One Big Beautiful Bill Act» da parte della Camera dei rappresentanti la scorsa settimana, l’amministrazione Trump apre una nuova fase della guerra commerciale.

Questa legge di bilancio, che potrebbe far aumentare il debito americano di 3.000 a 5.000 miliardi di dollari in dieci anni, include una misura passata inosservata in Europa: una tassa sugli investimenti esteri rivolta ai Paesi considerati «sleali».

L’imposizione da parte di Trump di dazi a gran parte del mondo, la fine degli aiuti allo sviluppo o ancora l’umiliazione di leader stranieri nello Studio Ovale hanno contribuito a un deterioramento senza precedenti dell’immagine di cui godevano gli Stati Uniti a livello internazionale.

Il declino di Washington è stato accompagnato da un notevole aumento della popolarità della Cina, che si inserisce negli spazi lasciati vuoti da Trump all’interno delle organizzazioni internazionali.

Il disegno di legge sul bilancio approvato dalla Camera dei Rappresentanti metterebbe in gran parte fine al programma climatico approvato dal Congresso sotto l’amministrazione Biden — e porterebbe in particolare alla soppressione dei crediti d’imposta dell’Inflation Reduction Act.

Al Senato, tuttavia, diversi eletti repubblicani temono che l’abrogazione di questi programmi danneggi la loro base elettorale e minacci le loro possibilità di rielezione.

«America First is not America alone».

Sul multilateralismo e le istituzioni di Bretton Woods: Washington sta cercando con ogni mezzo di piegare il sistema a proprio vantaggio, senza però uscirne completamente.

La finanza per lo sviluppo potrebbe trovarsi a punto di svolta.

Cartografando questa mutazione, Martin Kessler avanza alcune ipotesi sulla forma che potrebbe assumere il nuovo ordine.

“Se davvero si vuole uno scudo, quello offerto oggi da un Papa americano è uno scudo formidabile”.

Nessuno ne parla per il momento, ma la scelta del nome del primo papa statunitense potrebbe in realtà trovarsi in una lettera enciclica, Testem Benevolentiae, redatta da Leone XIII nel 1889 per denunciare un pericolo per la Chiesa alla fine del XIX secolo, “l’americanismo”.

Secondo Pasquale Annicchino, di fronte alla morsa imperiale di Donald Trump, il nuovo pontefice potrebbe avere scelto di evocare questo contesto in modo discreto e programmatico.

Dopo un soggiorno a Palo Alto, Carl Schmitt si trasferisce a Washington. Ma è davvero possibile consolidare un impero se lo scettro passa nelle mani dei giganti del digitale?

Questa terza e ultima parte della nostra lunga intervista con Curtis Yarvin esplora gli elementi più radicali e contraddittori della teoria politica che ispira le élite controrivoluzionarie trumpiste.

«Ogni rivoluzione dipende da un gruppo di persone giovani e di talento disposte a superare i propri limiti. In questo momento, Washington pullula di questi giovani rivoluzionari».

Nella seconda parte della nostra lunga intervista con Curtis Yarvin, abbiamo cercato di comprendere la teoria del potere di colui che ispira la nuova élite reazionaria che vuole sovvertire la democrazia americana.