Oggi, martedì 27 ottobre, il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre hanno parlato al telefono con Vladimir Putin e poi con Zelensky. Si tratta di uno dei rari contatti diretti tra i leader europei e il presidente russo dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, nel febbraio 2022.
- Emmanuel Macron è stato l’ultimo leader di un paese dell’Europa occidentale ad aver parlato al telefono con Putin, nel luglio 2025.
- Il primo ministro slovacco, Robert Fico, si era recato quest’anno a Mosca per le cerimonie del 9 maggio e aveva incontrato Putin al Cremlino.
- Fico era allora l’unico leader di uno Stato membro dell’Unione presente a Mosca.
L’appello fa seguito a una riunione tenutasi a Oslo il 20 ottobre, alla quale hanno partecipato gli emissari di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, i due leader nordici e Volodymyr Zelensky. Nel comunicato pubblicato martedì 27 dalla presidenza finlandese a seguito della telefonata, Stubb e Støre precisano di avervi preso parte «in qualità di leader dei rispettivi paesi» e di non essersi espressi a nome dell’Europa.
- La guerra ha profondamente modificato i rapporti tra Mosca e Helsinki. Durante l’ultima telefonata tra Putin e il suo omologo finlandese, Sauli Niinistö, nel maggio 2022, quest’ultimo gli aveva comunicato che la Finlandia era in procinto di presentare domanda di adesione alla NATO «nei prossimi giorni».
- La Finlandia è ora membro dell’Alleanza Atlantica, proprio come la Norvegia. Durante la telefonata con Putin, i due leader hanno ribadito la volontà di «impegnarsi a favore della pace e della sicurezza» nella regione e di «condividere un interesse comune per la stabilità e la prevedibilità nella regione del Mar Baltico e del Grande Nord».
- Stubb e Støre hanno inoltre ribadito il loro fermo sostegno all’Ucraina e hanno trasmesso a Putin «messaggi relativi ai futuri negoziati volti a porre fine alla guerra», in vista di un nuovo ciclo di negoziati trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti previsto per novembre ad Abu Dhabi.
L’appello testimonia il ruolo che i due Paesi nordici potrebbero essere chiamati a svolgere nei negoziati. Le motivazioni del Cremlino, invece, rimangono incerte.
- Secondo l’analista finlandese Henri Vanhanen, Putin potrebbe cercare di «coltivare l’immagine della propria disponibilità al negoziato», pur continuando a esercitare una pressione militare sull’Ucraina 1.
- Vanhanen ritiene che il Cremlino potrebbe anche «tentare di sfruttare questi contatti diretti per accentuare le divergenze tra gli europei, oppure per esigere concessioni in materia di politica di sicurezza che non è riuscito a ottenere con la forza delle armi».
Fonti diplomatiche hanno riferito al Telegraph che l’Europa si appresta ad assumere un ruolo più centrale nei negoziati tra Kiev e Mosca 2. Diversi leader europei, tra cui Giorgia Meloni, Stubb, Støre, il presidente ceco Petr Pavel e la leader danese Mette Frederiksen, potrebbero quindi essere designati per rappresentare gli interessi dell’Europa nei prossimi negoziati volti a porre fine alla guerra.
- Nulla indica tuttavia che Mosca sia disposta ad avviare discussioni serie con Kiev: l’esercito russo sta accelerando le reclutazioni e il bilancio della difesa dovrebbe continuare ad aumentare fino al 2027.
- Domenica 25 ottobre, il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov, ha dichiarato che il Cremlino dovrebbe «dialogare con l’Europa intera», accusando i paesi europei di «sostenere pienamente Kiev nella sua volontà di proseguire il conflitto» 3.
Note
- Post di Henri Vanhanen su X, 27 ottobre 2026.
- Joe Barnes, «Europe auditions negotiators to face off with Putin», The Telegraph, 22 ottobre 2026.
- «“«Un momento chiave nella risoluzione del conflitto»: Ushakov sul desiderio dell’UE di continuare il conflitto», Vesti, 25 ottobre 2026.