In un rapporto pubblicato ieri, mercoledì 21 ottobre, Alliance4Europe, una ONG europea impegnata nella lotta contro la disinformazione online, ritiene che diversi attori stranieri abbiano contribuito ad amplificare le narrazioni distorte e le notizie false diffuse online prima e durante le manifestazioni e gli episodi di violenza verificatisi in Francia il 17 e il 18 ottobre 1.
- Secondo l’analisi dell’ONG, che si basa su un corpus di circa 550.000 post sui social network e sui siti di informazione, solo il 3% dei post in lingua francese attribuisce la responsabilità dei disordini ai migranti o all’Islam.
- In inglese, tuttavia, questa percentuale sale a quasi il 19%, mentre in polacco si attesta a circa il 13%. Si osserva un divario simile nei commenti pubblicati sotto i video più visti su TikTok e YouTube: tra lo 0,3 e lo 0,7% dei commenti in francese attribuisce i disordini all’Islam o ai migranti, contro il 2,6-4,3% in inglese.
La forte presenza di contenuti nelle sfere digitali anglofone, polonofone e germanofone, in particolare, che puntano il dito contro i migranti e l’Islam, è stata alimentata da contenuti, online e sui social media, diffusi da influencer di estrema destra anglofoni e dai media conservatori statunitensi, come Fox News, nonché da media locali, come il canale YouTube polacco Kanał Zero.
- La campagna russa è iniziata ben prima del 17 ottobre: nel periodo compreso tra il 2 settembre e il 14 ottobre, la rete di bot Doppelganger ha pubblicato almeno 639 messaggi in 22 ondate sincronizzate, in francese, tedesco, inglese e polacco.
- Questi post sono stati visualizzati circa 7,4 milioni di volte.
Questi articoli, in particolare, descrivevano gli aiuti all’Ucraina come denaro «rubato» ai francesi, collegando l’aumento del costo della vita alla politica di aiuti di Parigi a Kiev, e mettevano in primo piano «il ricordo dei gilet gialli»; un articolo recitava: «Il fantasma del 2018 perseguita Macron».
- Gli articoli prendevano di mira Emmanuel Macron e i suoi potenziali successori all’Eliseo, in particolare Gabriel Attal ed Édouard Philippe, oltre a Raphaël Glucksmann, considerato uno dei candidati più filoucraini della campagna presidenziale.
- Mettevano in evidenza la proposta di Jean-Luc Mélenchon sui salari e auspicavano la presenza di un «vero patriota all’Eliseo», senza nominarlo, mentre Marine Le Pen e il RN venivano citati solo una volta.
Oltre agli attori russi – Doppelganger, Pravda, Rybar o RT –, i media statali iraniani Press TV e IRNA hanno dedicato più di un terzo dei loro contenuti in francese alla situazione in Francia tra l’11 e il 18 ottobre. In Francia, tra una selezione di account politici, sono stati quelli di Sarah Knafo, del RN, e di Jordan Bardella ad aver totalizzato il maggior numero di visualizzazioni su TikTok con video relativi ai disordini.
- Diversi alti funzionari statunitensi, tra cui il vicepresidente J.D. Vance e Donald Trump, si sono uniti alle voci ufficiali russe nell’attribuire le violenze in Francia all’immigrazione.
- L’inviato speciale di Putin, Kirill Dmitriev, aveva ripreso quasi parola per parola le dichiarazioni della Casa Bianca, parlando di un «suicidio della civiltà occidentale» provocato dal «caos migratorio».
- Secondo Marion Solletty, caporedattrice per la Francia di Politico, «la Russia non cerca il caos fine a se stesso: cerca di minare le fondamenta della nostra democrazia per indebolire un avversario politico e geopolitico».
La Francia non è l’unico Paese in cui si sospetta che le ingerenze straniere abbiano contribuito ad amplificare e plasmare la narrazione sui movimenti di protesta. In Italia, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha denunciato una «guerra ibrida» condotta tramite «TikTok, YouTube e altri social network», alludendo implicitamente a Mosca 2.
Note
- EU Unrest Report. How France’s October 2026 protests were manipulated, then retold abroad, Alliance4Europe, 21 ottobre 2026.
- Adalberto Signore, «Meloni: risposta ferma. L’allarme di Crosetto: è la guerra ibrida russa», il Giornale, 21 ottobre 2026.