Lo scorso fine settimana, un satellite russo si è avvicinato molto a ICEYE-X36, un satellite radar costruito dall’azienda finlandese ICEYE e registrato come statunitense. Il satellite russo, Kosmos 2612, lanciato ad aprile insieme ad altri cinque satelliti, aveva destato sospetti dopo una serie di manovre iniziate il 30 settembre, che il 12 ottobre lo hanno portato sulla stessa orbita di ICEYE-X36.
Alla fine della settimana si trovava a circa duecento metri dal veicolo spaziale americano, prima di passare a un’orbita più alta domenica 18 in serata.
- ICEYE-X36 fa parte dei satelliti che forniscono immagini all’esercito ucraino. Nell’agosto 2022, l’azienda ha ceduto uno dei suoi satelliti al governo ucraino e gli ha concesso l’accesso alla propria costellazione.
- Successivamente, nel gennaio 2026, ha annunciato di aver firmato un contratto che amplia l’accesso di Kiev ai propri dati satellitari.
Le intenzioni della Russia rimangono ancora sconosciute. Secondo Adam Marsh, della società LeoLabs, il Kosmos 2612 potrebbe aver raccolto immagini o altri dati su ICEYE-X36, oppure trasportare un’arma. Clayton Swope, ricercatore presso il CSIS, non esclude che la Russia abbia preso in considerazione l’idea di distruggere il satellite prima di rinunciarvi 1.
- Ad aprile, il comandante dello U.S. Space Command, Stephen Whiting, ha dichiarato che la Russia aveva dispiegato armi antisatellite operative dirette contro i satelliti statunitensi.
- I servizi segreti statunitensi ritengono che Mosca «stia conducendo attività di ricerca, sviluppo, sperimentazione e dispiegamento di sistemi anti-spaziali al fine di sfruttare la presunta vulnerabilità derivante dalla dipendenza militare degli Stati Uniti dallo spazio».
Anche le infrastrutture satellitari sulla Terra sono nel mirino. Nelle ultime settimane, tre siti legati a Starlink, il servizio Internet via satellite di SpaceX, l’azienda guidata da Elon Musk, sono stati oggetto di attacchi o tentativi di attacco in Europa.
- Il 23 settembre, una stazione Starlink situata a Wola Krobowska, a sud di Varsavia, è stata colpita da un incendio. Secondo Der Spiegel, gli autori sarebbero membri di una banda criminale turca denominata «i Daltons». Questi ultimi potrebbero aver agito per conto dei servizi segreti russi, che Varsavia ritiene «senza alcun dubbio» responsabili dell’attacco 2.
- La sera del 9 ottobre, due individui mascherati avrebbero appiccato il fuoco a otto antenne di un sito situato a Plana, a 20 chilometri da Sofia. Il tribunale di Sofia ha approvato un mandato d’arresto europeo nei confronti di due cittadini tedeschi di 19 anni. Le autorità bulgare non hanno ancora individuato il mandante.
- Infine, nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, alcune antenne e un’unità di controllo di un’azienda lituana che immagazzina apparecchiature Starlink a Vilnius sono state oggetto di un tentativo di incendio, che però non è andato a buon fine. Il primo ministro Mindaugas Sinkevičius ha attribuito l’attacco alla Russia e ha affermato che le autorità stanno adottando misure per proteggere la popolazione e i suoi beni.
Alcuni dei siti collegati a Starlink in Europa contribuiscono alla connettività dell’Ucraina. È il caso, in particolare, della stazione di Wola Krobowska, di proprietà dell’operatore pubblico polacco di telecomunicazioni Exatel, che garantisce la trasmissione di Internet verso l’Ucraina. Dal 2022, Varsavia ha speso oltre 480 milioni di zloty (circa 110 milioni di euro) per finanziare terminali e abbonamenti Starlink destinati all’Ucraina.
- Starlink è diventato un servizio fondamentale per la difesa dell’Ucraina contro i droni russi. Il servizio consente inoltre alle unità schierate al fronte di comunicare tra loro e di coordinarsi.
- Kiev beneficia anche delle informazioni fornite dai satelliti statunitensi, in particolare dal sistema SBIRS, che garantisce l’allerta precoce e consente di rilevare i lanci di missili balistici e di seguire in tempo reale i missili da crociera, la cui bassa quota permette loro di sfuggire al rilevamento dei radar terrestri.
L’Europa dispone di diversi satelliti di osservazione ad alte prestazioni, le cui immagini consentono di localizzare truppe, artiglieria, depositi di munizioni e siti di lancio di missili. Nessun paese europeo dispone tuttavia di un equivalente del sistema americano SBIRS, e i servizi Internet via satellite registrano un notevole ritardo in termini di dimensioni della costellazione.
- OneWeb, l’equivalente europeo più simile a Starlink, conta circa 600 satelliti, contro i circa 10.000 di Starlink.
- Di conseguenza, non è in grado di trasportare una quantità così elevata di dati e, quindi, di servire un numero così elevato di utenti concentrati nella stessa zona 3.
- L’anno scorso, l’Europa ha rappresentato solo lo 0,3% dei satelliti messi in orbita: 13, contro oltre 4.000 per gli Stati Uniti, 387 per la Cina e 99 per la Russia.
Note
- Kenneth Chang, «Russian Satellite Makes a Menacing Approach to Another Craft in Orbit», The New York Times, 19 ottobre 2026.
- Ulrich Kraetzer e Fidelius Schmid, «Anschlag auf Starlink-Terminal: Behörden prüfen Spur zur türkischen Mafia», Der Spiegel, 16 ottobre 2026.
- «Europe’s dependence on America in space is hard to escape», The Economist, 20 ottobre 2026.