Secondo fonti statunitensi citate dal Washington Post, gli Stati Uniti e diversi paesi europei «si starebbero lentamente orientando verso una proposta di pace comune» per porre fine alla guerra in Ucraina o, almeno in una prima fase, per giungere alla stipula di un cessate il fuoco 1.
Il «piano», probabilmente elaborato in questa fase principalmente dalla parte statunitense, comprenderebbe quattro punti principali:
- La prima fase riguarderebbe la ricostruzione dell’Ucraina. La Banca mondiale e il fondo di investimento BlackRock vorrebbero istituire un quadro per finanziare tali iniziative. Non è stato ancora indicato alcun importo, ma la parte ucraina dovrebbe fornire una stima quantitativa nei prossimi giorni, se i negoziati proseguiranno.
- Il secondo riguarda le garanzie di sicurezza fornite a Kiev. Secondo il piano, una volta cessati i combattimenti, Kiev beneficerebbe dell’impegno da parte degli Stati Uniti e dei paesi europei a rispondere militarmente in caso di un nuovo attacco russo, che la fonte statunitense descrive come un «equivalente» dell’articolo 5 del Trattato NATO.
- Il terzo mirerebbe a rafforzare «l’integrazione economica» della Russia con l’Ucraina e i paesi europei, potenzialmente attraverso un oleodotto o un gasdotto che convogli petrolio e gas russi verso l’Europa, i cui profitti sarebbero ripartiti tra Russia e Ucraina. L’accordo definirebbe inoltre le condizioni e il calendario per la revoca delle sanzioni economiche contro Mosca.
- Infine, il quarto punto riguarderebbe la questione dei territori. La linea del fronte verrebbe congelata sulle posizioni attuali e i territori ucraini attualmente occupati sarebbero controllati dalla Russia. Non viene tuttavia specificato se questi ultimi verrebbero riconosciuti, de facto o de jure, come russi.
Diverse iniziative diplomatiche avviate a partire dal marzo 2022 non sono riuscite a instaurare un cessate il fuoco duraturo. Dal suo ritorno al potere nel gennaio 2025, Trump ha organizzato diversi cicli di negoziati, con incontri bilaterali tra russi e ucraini, senza tuttavia giungere a una soluzione. Le proposte statunitensi hanno ampiamente favorito la posizione russa, arrivando persino a riprendere le rivendicazioni più massimaliste di Putin in un piano in 28 punti diffuso nel novembre 2025.
- Martedì 13 ottobre, il consulente per la comunicazione del presidente ucraino Zelensky, Dmytro Lytvyn, ha definito questo «piano di pace» una «mossa pubblicitaria piuttosto riuscita»[nota]Khrystyna Bondareva, «L’OPU sul “piano di pace” trapelato dal Washington Post: una mossa di pubbliche relazioni non male da parte americana», European Pravda, 13 ottobre 2026.[/nota].
- Secondo lui, l’iniziativa rifletterebbe il punto di vista espresso dai negoziatori statunitensi nel corso di un incontro tenutosi venerdì 9 ottobre in Florida con rappresentanti ucraini, britannici, francesi e tedeschi.
Questa iniziativa, che riprende in sostanza proposte già esaminate – tra cui la ripresa dei flussi energetici tra la Russia e l’Europa, in particolare attraverso la riapertura del Nord Stream 2 – si inserisce in un contesto caratterizzato da prezzi elevati dell’energia negli Stati Uniti, che Trump attribuisce agli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe.
- Venerdì 9, dopo l’incontro in Florida, Trump ha annunciato di aver concluso con Mosca un accordo volto a immettere «immediatamente» 300.000 tonnellate di gasolio «sul mercato statunitense e mondiale», seguite da ulteriori 500.000 tonnellate a novembre, e poi da un milione di tonnellate «subito dopo».
- L’amministrazione statunitense aveva già esercitato pressioni su Kiev affinché cessasse gli attacchi alle raffinerie russe, cosa che l’Ucraina ha accettato in cambio della sospensione degli attacchi di Mosca contro le infrastrutture energetiche ucraine.
- La Russia ha di fatto respinto questa condizione, proseguendo i propri attacchi, in particolare contro impianti elettrici nelle regioni di Kharkiv, Donetsk e Zaporijia 2.
Secondo il Washington Post, sebbene i leader europei «siano stati irritati dall’accordo sul diesel concluso da Trump», sarebbero «determinati» a portare avanti il processo diplomatico avviato da Steve Witkoff e Jared Kushner. Una fonte diplomatica europea avrebbe così dichiarato: «È il momento di allentare le tensioni e di rimettersi al lavoro».
Note
- David Ignatius, «“Make the problem and the solution bigger”: The plan to end the Ukraine war», The Washington Post, 13 ottobre 2026.
- Olivia Ireland ed Ella Kipling, «Sei siti energetici ucraini colpiti dalla Russia da quando Trump ha annunciato il cessate il fuoco, afferma Zelensky», BBC, 12 ottobre 2026.