Domani, martedì 13 ottobre, si aprirà a Versailles la 28ª Conferenza generale dei pesi e delle misure, un’assemblea che riunisce 69 Stati membri e 34 Stati ed entità economiche associate, che si riunisce ogni quattro anni per prendere decisioni relative al Sistema internazionale di unità di misura e alla misurazione del tempo.

La questione relativa alla definizione di una scala temporale lunare di riferimento internazionale sarà sottoposta a votazione durante la conferenza.

  • Gli Stati membri della CGPM discuteranno e voteranno su un progetto di risoluzione, presentato a gennaio dal Comitato internazionale dei pesi e delle misure, che mira a definire una scala temporale di riferimento lunare unica e internazionale, ancorata al Tempo universale coordinato (UTC).
  • Il progetto di risoluzione D, intitolato «Sulla definizione di una scala temporale di riferimento lunare internazionale e sulla sua tracciabilità rispetto all’UTC», afferma che deve esistere un’unica scala temporale di riferimento per la Luna, al fine di evitare l’ambiguità che deriverebbe da una moltiplicazione di scale concorrenti 1.
  • Si basa sul Tempo-coordinata lunare (TCL), definito nel 2024 dall’Unione Astronomica Internazionale, senza tuttavia imporne l’adozione.

La questione è tanto fisica quanto geopolitica: il campo gravitazionale più debole della Luna modifica il modo in cui scorre il tempo rispetto alla Terra – un orologio lunare va avanti di circa 56 microsecondi al giorno. La definizione di una scala temporale lunare fornirebbe quindi un riferimento cronometrico ai veicoli spaziali lunari e ai satelliti, che richiedono un’estrema precisione per le loro missioni.

  • Sia gli Stati Uniti che la Cina sono impegnati in una corsa per inviare equipaggi sulla Luna (già nel 2028 per Washington, prima del 2030 per Pechino) e per avviare i lavori di costruzione delle infrastrutture necessarie a stabilire una presenza lunare permanente.
  • Per Washington, la scadenza fissata al 2028 nell’ambito del programma Artemis è tanto più cruciale in quanto coincide con l’ultimo anno del secondo mandato – e, secondo la Costituzione, l’ultimo in assoluto – di Trump.
  • Nell’aprile 2024, sotto l’amministrazione Biden, la Casa Bianca aveva già incaricato la NASA di elaborare, entro la fine del 2026, una strategia per definire un sistema di riferimento temporale lunare, in vista di future missioni.

Nonostante i rischi di errori di navigazione legati all’uso di due sistemi orari diversi – un solo microsecondo di scarto può falsare la posizione di diverse centinaia di metri –, le posizioni di Pechino e Washington divergono.

  • Le due potenze, entrambe membri dell’Ufficio internazionale dei pesi e delle misure (BIPM), sono infatti in disaccordo sulla norma che deve regolare il tempo lunare.
  • Mentre la Casa Bianca ha incaricato la NASA di stabilire un «tempo lunare coordinato» (LTC), destinato a fungere da riferimento per la sua futura rete di navigazione LunaNet, la Cina, che non ha adottato l’LTC, ha presentato il proprio strumento, l’LTE440 2.