I dibattiti all’Assemblea nazionale sul disegno di legge di bilancio per il 2027 iniziano oggi, martedì 13 ottobre. Queste discussioni saranno fondamentali per le prospettive economiche, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2027.
- La Francia è attualmente il terzo Stato membro dell’Unione con il più alto livello di indebitamento in rapporto al proprio PIL.
- Nel primo trimestre del 2026, il debito ammontava al 118% del PIL, ovvero 21 punti in meno rispetto all’Italia e 26 in meno rispetto alla Grecia.
- Se dovesse proseguire sulla strada attuale, la Francia potrebbe tuttavia diventare lo Stato membro più indebitato nel corso del prossimo decennio, secondo i calcoli della rivista.
Queste proiezioni riflettono la situazione di bilancio dei paesi in un momento t. Il modello, che si basa su sei scenari di andamento, ipotizza nella sua versione centrale che le condizioni osservate negli ultimi anni (saldo di bilancio al netto degli interessi, tasso di interesse medio pagato sul debito e crescita del PIL in valore) rimangano invariate. Non tiene quindi conto né delle future misure di bilancio, né delle inversioni di tendenza congiunturale, né del progressivo aumento del tasso di interesse medio pagato sul debito.
- Secondo questi scenari, la Francia supererebbe la Grecia già nel 2028 o nel 2029, e l’Italia tra il 2033 e il 2040, diventando così potenzialmente il Paese più indebitato dell’Unione entro sette anni.
- Anche in Europa centrale e orientale diversi paesi mostrano un netto andamento al rialzo: il debito pubblico della Polonia rispetto al PIL potrebbe raddoppiare entro il 2050 (passando dal 60% al 123%), la Romania raggiungerebbe il 113% del proprio PIL (rispetto al 59% del 2025) e la Slovacchia vedrebbe il proprio debito balzare al 98% (37 punti in più rispetto al 2025).
- Il debito tedesco, dal canto suo, potrebbe aumentare di 16 punti entro il 2050, raggiungendo quasi l’80% – contro circa il 64% nel 2025.
A fine settembre, Shahin Vallée aveva avvertito che la Francia era entrata in una fase di «pericolo storico» per quanto riguarda il proprio debito.
- Lo spread OAT-Bund, ovvero la differenza tra il tasso al quale la Francia si finanzia sui mercati a 10 anni e quello della Germania, ha raggiunto i 140 punti base all’inizio di ottobre – con un aumento di oltre il 60% in un anno.
- Sebbene sia ancora lontano da quel livello, lo spread si sta così avvicinando al suo massimo storico raggiunto nel novembre 2011, al culmine della crisi del debito sovrano dell’eurozona, quando aveva superato i 200 punti base.
Il premio Nobel per l’economia statunitense Paul Krugman tiene tuttavia a precisare: nonostante il loro forte aumento, i prezzi dei CDS sul debito francese, ovvero l’assicurazione contro il default, rimangono ben al di sotto dei livelli registrati nell’Europa meridionale durante la crisi dell’euro, e la probabilità implicita di un default della Francia nei prossimi cinque anni è solo dell’1,2% 1.
Note
- Paul Krugman, «What’s the Matter With France?», Substack, 8 ottobre 2026.