Ieri, domenica 20 settembre, gli elettori del Meclemburgo-Pomerania Occidentale e di Berlino sono stati chiamati alle urne per eleggere i nuovi parlamenti regionali. Secondo le prime stime pubblicate alle ore 18, l’Alternativa per la Germania (AfD) e la sinistra ottengono buoni risultati, mentre la CDU del cancelliere Merz subisce una doppia sconfitta.

  • Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, regione rurale del nord-est della Germania, l’AfD ha vinto con il 38 % dei voti, quasi raddoppiando così il risultato ottenuto nel 2021. Il suo vantaggio sull’SPD, guidato dalla popolare ministra presidente Manuela Schwesig e dato al 35,5% dei voti, è tuttavia esiguo. 
  • La situazione è particolarmente drammatica per la CDU, che raccoglie solo il 4,9% dei voti. Il partito non supera così per un soffio la soglia necessaria per ottenere seggi, subendo la più grave sconfitta regionale di tutta la sua storia. 
  • Anche Die Linke (7,5%), i Verdi (5,5%) e l’Alleanza di Sahra Wagenknecht (BSW, 5%) riuscirebbero a entrare in Parlamento. 
  • Come in Sassonia-Anhalt due settimane prima, l’affluenza alle urne è particolarmente elevata, pari al 79%. 
  • L’analisi dei flussi elettorali indica che l’AfD è riuscita ancora una volta ad attirare un gran numero di ex astenuti ed ex elettori dei partiti di centro, mentre la CDU ha perso voti a favore dell’SPD e dell’AfD.
  • In una situazione del genere, l’AfD non avrebbe la capacità di formare un governo. 
  • Il mandato di formare un governo spetterebbe naturalmente all’SPD, che, alleandosi con Die Linke e i Verdi, disporrebbe di una maggioranza risicata. Il risultato molto scarso ottenuto dalla CDU non dovrebbe consentirle di entrare a far parte del prossimo esecutivo.

A Berlino, la CDU, che nel 2023 aveva sorpreso tutti vincendo le elezioni, perderebbe 8 punti e si attesterebbe questa volta al 20%. 

  • Viene superata da Die Linke che, dopo una campagna incentrata sul costo degli affitti e caratterizzata dal ritorno degli appelli all’espropriazione dei grandi proprietari, otterrebbe il 24,5% dei voti. 
  • L’AfD ottiene il 16% dei voti, posizionandosi così al terzo posto, davanti ai Verdi (15%) e all’SPD (12%). 
  • A differenza del Meclemburgo, i socialdemocratici subiscono una pesante sconfitta nella capitale federale. Il FDP non riesce a entrare in parlamento con il 2,5% dei voti, mentre il BSW otterrebbe il 5% dei voti. 
  • Anche in questo caso la partecipazione ha registrato un forte aumento, attestandosi al 75%.
  • In queste circostanze, anche a Berlino una coalizione rosso-rosso-verde (Linke-Verdi-SPD) sembra essere l’ipotesi più probabile. 
  • Per la prima volta, tuttavia, Die Linke è in grado di rivendicare la carica di sindaco; la sua capolista, Elif Eralp, potrebbe diventare la prima sindaca della città-Stato. Anche una coalizione tra CDU, SPD e i Verdi otterrebbe la maggioranza e consentirebbe alla CDU di mantenere la carica di sindaco. La scelta dell’una o dell’altra coalizione dipenderebbe dai Verdi e dall’SPD. I Verdi hanno già espresso la loro preferenza per una coalizione con La Linke.

I risultati deludenti della CDU hanno alimentato le speculazioni su una possibile caduta di Friedrich Merz. 

  • La settimana scorsa, i ministri-presidenti conservatori hanno redatto una lettera congiunta per smentire le voci secondo cui il cancelliere, in difficoltà, sarebbe stato destituito dal gruppo parlamentare. 
  • Negli anni ’60, il gruppo CDU/CSU aveva già proceduto due volte alla sostituzione del cancelliere nel corso della legislatura. Nel 1961, Konrad Adenauer fu rieletto con difficoltà, ma i deputati della CDU/CSU e del FDP decisero di procedere a un passaggio di potere nel corso della legislatura, a favore del ministro dell’Economia Ludwig Erhard. Nel 1966, Erhard fu a sua volta sostituito dal gruppo CDU/CSU, su iniziativa di Rainer Barzel, Franz Josef Strauss e Kurt-Georg Kiesinger, che gli succedette alla cancelleria.
  • A differenza delle elezioni di due settimane fa in Sassonia-Anhalt, il cancelliere, il cui partito è risultato il grande sconfitto della serata, ha preso la parola quasi immediatamente dopo la pubblicazione dei primi risultati, alle 18. 
  • Merz ha cercato di distinguere le due elezioni, ammettendo che quella nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore è stata «un disastro». 
  • Secondo lui, la CDU ha lottato, ma è stata vittima dell’escalation dell’opposizione tra SPD e AfD. 
  • A Berlino, Friedrich Merz ritiene che Stefan Ewers abbia «condotto una campagna elettorale in condizioni molto difficili». Infatti, il sindaco uscente, Kai Wegener, esponente dell’SPD, ha dovuto rinunciare a ricandidarsi a seguito di uno scandalo riguardante la sua gestione di un’interruzione di corrente nella zona ovest di Berlino lo scorso inverno. 
  • Il cancelliere non ha accennato alla possibilità di dimettersi e ha affermato che il suo partito porterà avanti le riforme: «La risposta non può essere un ritorno ai bei vecchi tempi […] La nostra risposta deve essere quella di preparare il nostro Paese per il futuro». 
  • Riprendendo il titolo Wohlstand für Alle di Ludwig Erhard, il leader della CDU ha affermato che la promessa di prosperità e di ascesa sociale per le giovani generazioni è l’obiettivo del suo governo, concludendo che «la Germania è riformabile, e queste riforme sono l’antidoto contro il veleno autoritario ».