Più ci si avvicina alle elezioni di midterm, più i sondaggi sono favorevoli ai democratici. Ieri, domenica 1° novembre, il New York Times ha pubblicato una serie di sondaggi secondo cui i democratici sono in testa o in parità nei sette Stati chiave che determineranno il controllo del Senato 1.
Sebbene al momento una “onda blu” sembri molto probabile, la sua portata può variare notevolmente.
- Secondo l’analista Nate Cohn, sono ipotizzabili quattro scenari principali, a seconda dell’entità dell’ondata e del margine di errore dei sondaggi.
- Il primo scenario rappresenterebbe, alla luce degli ultimi sondaggi, una vittoria in sordina per i democratici, che otterrebbero il controllo della Camera ma con una maggioranza risicata, il che li metterebbe di fronte agli stessi problemi di coesione che i repubblicani hanno dovuto affrontare sin dalle elezioni del 2022. Il Senato, dal canto suo, rimarrebbe a maggioranza repubblicana.
- Il secondo scenario potrebbe essere considerato una vittoria di Pirro per i repubblicani, i quali, dopo aver speso centinaia di milioni di dollari in pubblicità in circoscrizioni chiave, manterrebbero il controllo del Senato grazie al voto di J. D. Vance. La Camera, dal canto suo, rimarrebbe saldamente democratica.
- Nel terzo scenario, i democratici conquisterebbero un numero sufficiente di seggi per ottenere la maggioranza al Senato. Il partito sarebbe quindi in grado di trasformare Donald Trump in un vero e proprio «lame duck», ovvero un presidente i cui margini di manovra sarebbero notevolmente ridotti.
- Il quarto scenario, che Nate Cohn definisce uno “tsunami”, vedrebbe i democratici vincere con ampio margine anche in Stati che non eleggono un senatore democratico da decenni: nel 1932 in Kansas, nel 1988 in Texas e nel Maine, e nel 2008 in Alaska e nell’Iowa.
Il terzo e il quarto scenario esporrebbero i repubblicani a tre rischi principali.
Il primo riguarda la capacità dei repubblicani di inserire le proprie priorità nei bilanci che saranno approvati nel 2027 e poi nel 2028.
- Con la maggioranza in entrambe le camere, i democratici si troverebbero in una posizione di forza per spingere la Casa Bianca a fare concessioni sui tagli al Medicaid e agli aiuti alimentari, nonché sul notevole aumento del bilancio del Dipartimento della Sicurezza Interna, in particolare dell’ICE, l’agenzia per l’immigrazione e le dogane.
- Potrebbero inoltre opporsi al significativo aumento del bilancio del Pentagono richiesto da Trump.
Il secondo riguarda la continuità dei principali sostegni ai candidati repubblicani.
- In particolare, i settori delle criptovalute, della tecnologia, degli armamenti e delle industrie fossili hanno speso centinaia di milioni di dollari per far eleggere candidati repubblicani, al fine di far valere i propri interessi al Congresso.
- Queste aziende hanno beneficiato di agevolazioni fiscali, appalti pubblici, fusioni, deregolamentazioni e grazia presidenziale concessa da Trump.
- In previsione di una vittoria dei democratici, diverse grandi aziende hanno iniziato ad assumere ex collaboratori democratici per riallacciare i rapporti con il partito: Paramount Skydance ha assunto un ex membro dell’amministrazione Biden; Palantir e i due giganti dei mercati predittivi, Polymarket e Kalshi, ex consulenti del partito 2.
Il terzo rischio riguarda l’eredità dell’amministrazione Trump II.
- Una maggioranza in entrambe le camere consentirebbe ai democratici di avviare indagini su Trump, sui membri della sua amministrazione e sui suoi «rappresentanti», come Jared Kushner e Steve Witkoff, che influenzano la politica statunitense e conducono negoziati senza essere stati confermati dal Senato.
- Uno dei primi obiettivi dei democratici sarebbe il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, molto criticato – dai democratici ma anche da una parte dei rappresentanti repubblicani – per aver dato il via alla guerra contro l’Iran, su ordine di Trump, senza consultare il Congresso, per aver limitato l’accesso dei giornalisti al Pentagono e per non aver fornito un resoconto completo dei costi della guerra. Il repubblicano Thomas Massie ha promesso di forzare una votazione sulla sua messa sotto accusa già a novembre.
- Tra i potenziali obiettivi figurano anche il procuratore generale, Todd Blanche, e il segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr. Lo stesso Trump potrebbe essere oggetto di una nuova procedura di impeachment entro la fine del suo mandato 3.
La Casa Bianca si sta preparando, almeno dal mese di aprile, a un’eventuale sconfitta.
- Stephen Miller, vice capo di gabinetto di Trump, e Russell Vought, direttore del bilancio, avrebbero in particolare individuato diverse misure esecutive che Trump potrebbe attuare senza passare dal Congresso in materia di immigrazione, dazi doganali, alloggi e spesa federale 4.
- I giuristi della Casa Bianca avrebbero inoltre fornito istruzioni alle persone nominate a cariche politiche e ai direttori delle agenzie su come rispondere a eventuali mandati di comparizione e richieste di documenti.
- Lo stesso Trump potrebbe invocare il proprio privilegio esecutivo per sottrarre al Congresso le sue comunicazioni con i consulenti privati: la Casa Bianca avrebbe chiesto un parere legale in tal senso al Dipartimento di Giustizia.
Note
- Shane Goldmacher e Ruth Igielnik, «Democrats Show Strength in Final Days of Race for the Senate, New Polls Find», The New York Times, 1° novembre 2026.
- «I dirigenti americani stanno cercando disperatamente di liberarsi dall’influenza MAGA», The Economist, 27 ottobre 2026.
- Annie Grayer e Haley Britzky, «Il futuro politico di Pete Hegseth potrebbe essere a rischio se i Democratici conquistassero la Camera», CNN, 30 ottobre 2026.
- Nandita Bose e Tim Reid, «Trump White House maps path to govern without Congress if Democrats win», Reuters, 1° novembre 2026.