Oggi, martedì 3 novembre, saranno sottoposte a votazione oltre 40 iniziative referendarie relative alla costruzione di centri dati in 10 Stati. Negli ultimi mesi, le infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono diventate un tema centrale della campagna elettorale a livello locale e la posizione dei candidati su questo argomento potrebbe rivelarsi determinante in diverse competizioni elettorali chiave.
- Secondo i dati di AdImpact, durante la campagna sono stati spesi 173 milioni di dollari in pubblicità sui data center 1.
- Oltre l’80% di queste spese è legato alle campagne dei candidati democratici (140 milioni), il 16% a quelle dei repubblicani e il 3% a quelle degli indipendenti.
- Quasi tutti questi manifesti riportano messaggi contrari alla costruzione di centri dati.
La maggior parte delle proposte elettorali mira a vietarne, sospenderne o limitarne la costruzione.
- I data center sono concentrati in particolare nell’Ohio, nel cuore della Rust Belt, la regione dei Grandi Laghi che è stata duramente colpita dalla deindustrializzazione a partire dagli anni ’70-’80.
- Altri Stati di questa regione, come il Michigan, il Wisconsin e la Pennsylvania, sono determinanti per le elezioni presidenziali e per il controllo del Congresso.
In Ohio, una delle competizioni più accese di queste elezioni di medio termine vede contrapposti il democratico Sherrod Brown e Jon Husted, il senatore repubblicano in carica.
- Durante la campagna elettorale, Brown si è impegnato a «tenere testa ai giganti della tecnologia» e ha accusato Husted di sostenere gli interessi del settore tecnologico.
- Nel vicino Michigan, il candidato democratico al Senato Abdul El-Sayed ha affermato, in un’intervista al programma “60 Minutes” della CBS andata in onda domenica 1° novembre, che la questione di cui gli elettori gli parlano di più è ormai l’intelligenza artificiale.
- «Si presenta in due forme. Da un lato, ci sono gli studenti che dicono: “Ho appena contratto prestiti per 60.000 dollari, ma il lavoro che avrei dovuto svolgere al termine dei miei studi non esiste più o potrebbe non esistere più tra dieci anni”. D’altra parte, ci sono gli abitanti delle comunità rurali che dicono: “Stanno cercando di installare un centro dati nel mio giardino. Non ho già i mezzi per pagare le bollette e mi preoccupo di cosa questo significherà per la nostra acqua”» 2.
Secondo un sondaggio condotto dall’Università di Quinnipiac alla fine di settembre, quasi tre quarti degli americani (72%) sarebbero contrari alla costruzione di un centro dati dedicato all’intelligenza artificiale nel proprio comune, una percentuale in aumento di 7 punti rispetto a marzo.
- Queste infrastrutture consumano risorse considerevoli, in particolare acqua ed elettricità.
- L’aumento del numero di centrali elettriche a combustibili fossili costruite per alimentare questi data center potrebbe vanificare quindici anni di riduzione delle emissioni di gas serra nel settore elettrico statunitense 3.
- Entro il 2030, le fonti energetiche non collegate alla rete realizzate per i data center negli Stati Uniti potrebbero emettere ogni anno oltre 460 milioni di tonnellate di CO₂, ovvero circa quanto il Messico.
Note
- Holly Otterbein e Alex Thompson, «Data centers fuel $173 million midterm ad war», Axios, 31 ottobre 2026.
- Ross Douthat e Keith Sharman, «60 Minutes Transcript: Candidates Abdul El-Sayed and Mike Rogers on the Michigan Senate race», CBS News, 1° novembre 2026.
- Eric Roston, Olivia Raimonde e Naureen S. Malik, «New US Data Centers Projected to Emit More Carbon Than All of Mexico», Bloomberg, 28 ottobre 2026.