Gli americani votano oggi in diverse migliaia di seggi elettorali, di cui 470 per rinnovare l’intera Camera dei Rappresentanti (435 eletti) e 35 seggi del Senato. In serata e durante la notte, in Europa, per non disperdere l’attenzione, è meglio seguire i risultati di alcune competizioni elettorali per farsi un’idea dell’andamento generale delle elezioni.

  • Jason Thielman, direttore esecutivo del Comitato Nazionale Repubblicano per il Senato nel 2024, ha sintetizzato così: «Un risultato deludente raramente è un caso isolato. Se il Partito Repubblicano dovesse ottenere risultati inferiori alle aspettative nelle prime ore della serata nella costa orientale, questa tendenza dovrebbe proseguire man mano che ci si sposta verso ovest» 1.

A partire da mezzanotte, ora di Parigi, alla chiusura dei primi seggi elettorali, i primi risultati potrebbero avvalorare – o smentire nettamente – l’ipotesi di uno «tsunami» democratico.

  • Nel 6° collegio elettorale del Kentucky, che Trump aveva vinto con un vantaggio di 15 punti nel 2024, i democratici potrebbero strappare un seggio conquistato dal Partito Repubblicano nelle ultime sette elezioni. Il Partito Democratico ha fatto della campagna di Zach Dembo una delle sue priorità, per la prima volta dal 2018, in seguito alle dimissioni del deputato repubblicano Andy Barr, in carica dal 2013. I primi risultati sono attesi a partire da mezzanotte (ora di Parigi), ma lo spoglio procede a rilento.
  • A partire dall’una, dovrebbero arrivare i primi risultati in due circoscrizioni della Virginia. Nel primo, repubblicano dal 1977, il repubblicano Rob Wittman è testa a testa con la democratica Shannon Taylor, mentre Trump aveva conquistato il collegio con un vantaggio di 5 punti. Nel 5° collegio elettorale, che Trump aveva conquistato con 12 punti di vantaggio, una sconfitta del deputato repubblicano John McGuire contro l’ex deputato democratico Tom Perriello potrebbe preannunciare una vittoria democratica ancora più netta rispetto al 2018, quando il partito aveva conquistato 235 seggi alla Camera.

Una delle prove più importanti per il Partito Repubblicano sarà la Florida, dove due rappresentanti democratici, Kathy Castor (FL-14) e Jared Moskowitz (FL-25), si ricandidano in circoscrizioni ridisegnate per favorire il Partito Repubblicano: Trump le avrebbe vinte con un vantaggio di 11 e 9 punti nel 2024, mentre Harris vi si era imposta con un vantaggio di 8 e 4 punti prima della ridefinizione dei collegi. I risultati sono attesi a partire dalle 2:00.

L’esito della corsa al Senato dovrebbe delinearsi tra l’una e le sei del mattino, ora di Parigi. Il Kentucky aprirà le danze della notte elettorale a mezzanotte, seguito dalla Georgia, dalla Florida, dalla Carolina del Sud e dal New Hampshire all’una.

  • La corsa elettorale nella Carolina del Sud, dove la sorella di Lindsey Graham – senatore e stretto alleato di Trump scomparso a luglio – è in lizza per il seggio a cui è stata nominata per succedergli, potrebbe riservare delle sorprese. Trump aveva vinto nello Stato con un vantaggio di 18 punti su Kamala Harris, ma i sondaggi indicano che la candidata democratica Annie Andrews dovrebbe ridurre notevolmente questo divario – e potrebbe persino vincere.
  • In Texas, una vittoria di Ken Paxton, il candidato repubblicano sostenuto da un super PAC che ha raccolto 158 milioni di dollari, quasi interamente da Elon Musk, darebbe ai repubblicani la possibilità di mantenere la maggioranza. La media dei sondaggi attribuisce un vantaggio di 3 punti al candidato democratico James Talarico, un divario che rientra nel margine di errore dei sondaggi.
  • Lo spoglio dei voti per le elezioni al Senato nel Maine e in Alaska, dove vige il sistema di voto preferenziale, dovrebbe richiedere più tempo: fino a diversi giorni o addirittura diverse settimane in Alaska. I democratici sono in testa nei sondaggi in entrambi gli Stati, con un vantaggio inferiore ai 4 punti, ma non è da escludere una vittoria repubblicana.

I primi risultati pubblicati dall’Associated Press, sulla base delle schede elettorali scrutinate, dovrebbero evidenziare un vantaggio dei repubblicani in diverse competizioni elettorali.

  • Questo vantaggio tende a ridursi man mano che vengono conteggiate le restanti schede elettorali, o addirittura, in alcuni casi, a lasciare spazio a un vantaggio del candidato democratico.
  • Dal 2018, i voti conteggiati alle 3 del mattino (ora di Parigi) risultavano quindi da 4 a 9 punti più favorevoli ai repubblicani rispetto al risultato finale, in gran parte perché gli Stati conservatori che conteggiano rapidamente i voti, come la Florida, incidono pesantemente sui primi conteggi, prima che arrivino i voti degli Stati democratici più lenti, come la California.

Da uno Stato all’altro, i risultati preliminari riflettono le modalità di conteggio: laddove le schede per corrispondenza e i voti anticipati vengono conteggiati per primi (Ohio, Texas, Kansas, Iowa, Nebraska, Pennsylvania, Arizona), i primi risultati tendono a essere più favorevoli ai democratici. 

  • Al contrario, gli elettori repubblicani tendono piuttosto a recarsi a votare il giorno delle elezioni nei seggi elettorali.
  • Negli Stati in cui queste schede vengono conteggiate per prime (Virginia, Indiana, Tennessee, Maine, Alaska), i candidati repubblicani tendono a portarsi in testa nelle prime ore dello spoglio.
  • Nel 2020, Susan Collins era in vantaggio di 18 punti nel Maine con il 16% dei voti scrutinati; aveva vinto con un margine di 9 punti.
Note
  1. Hans Nichols, «Your election night cheat sheet», Axios, 31 ottobre 2026.