Secondo i dati dell’Institute for the Study of War (ISW), nel mese di ottobre l’esercito russo ha perso 27,3 km² sul fronte ucraino. Si tratta del secondo mese consecutivo in cui Mosca perde più terreno di quanto ne guadagni, dopo aver arretrato di 81 km² a settembre 1.
- Il mese scorso, le forze russe si sono ritirate in media di quasi un chilometro quadrato al giorno (0,88).
- Se si tiene conto delle infiltrazioni russe nelle zone che Mosca non è riuscita a controllare, il calo risulta ancora più marcato: -57,6 km².
L’esercito russo ha perso terreno nella maggior parte delle zone del fronte, compresa quella di Donetsk (-41,6 km²), dove si concentra il principale sforzo offensivo russo.
- Nell’oblast di Luhansk, quasi interamente controllato da Mosca, e lungo il confine con l’oblast di Donetsk, l’esercito russo ha perso il controllo di circa 60 km² a est di Lyman.
- Ha registrato inoltre un leggero calo nelle regioni di Dnipropetrovsk e Kharkiv, nella parte orientale del Paese, mentre è aumentata a Zaporijia (+39 km²) e leggermente a Sumy (+3,1 km²).
Nel loro insieme, questi dati evidenziano una situazione di stallo sul fronte. I progressi marginali compiuti dai due eserciti non lasciano intravedere una dinamica chiara: in totale, circa 300 km² sono passati di mano nel mese di ottobre, tra conquiste e perdite, su oltre 1.000 km di fronte, ovvero all’incirca la distanza in linea d’aria che separa Parigi da Madrid.
- I dati forniti da Kiev suggeriscono tuttavia che la situazione dell’esercito russo in Ucraina stia peggiorando.
- Secondo Volodymyr Zelensky, a ottobre sarebbero stati uccisi o gravemente feriti oltre 54.000 soldati russi, il bilancio umano più elevato dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022. Le stime dei governi europei vanno nella stessa direzione 2.
- La Russia avrebbe così perso circa 1.000 soldati per ogni chilometro quadrato di territorio ucraino conquistato.