Secondo le statistiche ufficiali canadesi, lo scorso anno sono state scambiate con gli Stati Uniti merci per un valore di 1.030 miliardi di dollari canadesi. Si tratta del dato più basso dal 2021, anno della ripresa post-Covid, dopo che gli scambi erano crollati del 13,4% nel 2020.

Il volume degli scambi è in aumento quest’anno, ma dietro a tale aumento si nasconde una crescita ben inferiore rispetto a quella registrata con il resto del mondo.

  • Rispetto agli altri partner commerciali di Ottawa, gli scambi commerciali del Canada con gli Stati Uniti sono relativamente stagnanti.
  • Quest’ultimo ha infatti registrato un aumento del 6,2% nel periodo gennaio-agosto, pari a 43 miliardi di dollari canadesi in più rispetto allo scorso anno, ma l’incremento rispetto al resto del mondo raggiunge il 19,7%.
  • Anche gli scambi commerciali con l’Unione hanno registrato un aumento del 14,4% nello stesso periodo.

Come diretta conseguenza della politica commerciale aggressiva dell’amministrazione Trump, che ha minacciato più volte di annettere il Canada e ha imposto dazi doganali ingenti sui prodotti provenienti da quel Paese, la quota degli Stati Uniti nel commercio estero canadese ha subito un calo a partire dal 2025.

Negli ultimi dodici mesi, gli Stati Uniti rappresentano ormai solo il 63% delle esportazioni e delle importazioni complessive del Canada, contro il 69% del 2024.

  • Questo calo non è solo congiunturale: a fine settembre, il ministro dei Trasporti canadese, Steven MacKinnon, ha spiegato che il governo era guidato dall’«imperativo di diversificare i propri mercati all’estero, di diversificarsi allontanandosi dagli Stati Uniti» 1.
  • Il governo di Mark Carney ha quindi presentato un ampio disegno di legge volto a potenziare gli scambi commerciali con l’Europa e l’Asia, in particolare attraverso l’eliminazione delle formalità amministrative al fine di accelerare la costruzione di nuove infrastrutture di trasporto, come i «corridoi commerciali nazionali» verso i porti del Pacifico e la via marittima del San Lorenzo.

Tale sviluppo potrebbe avvenire, in particolare, attraverso un rafforzamento degli scambi con l’Unione.

  • Secondo una bozza di dichiarazione congiunta per il vertice Unione europea-Canada, inauguratosi oggi, giovedì 29 ottobre, a Montréal, Ottawa e Bruxelles intendono rafforzare i legami tra i porti canadesi ed europei al fine di sostenere la diversificazione degli scambi 2.
  • Il documento menziona in particolare i corridoi per le materie prime critiche e l’energia, l’avvio di dialoghi sui trasporti e sull’Artico, nonché uno studio di fattibilità sulle esportazioni di GNL canadese verso l’Europa.

Il “disaccoppiamento” del Canada dall’economia statunitense passa anche attraverso un notevole aumento delle esportazioni verso la Cina: +52% nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024 3. Mark Carney ha così già percorso quasi metà del cammino verso l’obiettivo annunciato nel 2025 di raddoppiare le esportazioni verso i mercati al di fuori degli Stati Uniti nel corso del prossimo decennio.

Note
  1. Brian Platt, «Canada’s Transport Overhaul Aims to Break Reliance on US Trade», Bloomberg, 22 settembre 2026.
  2. Vertice UE-Canada (Montréal, 29/30 ottobre 2026): Bozza di dichiarazione congiunta, Politico, 28 ottobre 2026.
  3. Joseph Politano, «How Canada is Decoupling From the US», Apricitas Economics, 25 ottobre 2026.