Secondo i calcoli della rivista, al 28 ottobre i titoli quotati in Cina hanno perso quasi 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione rispetto al picco raggiunto il 13 maggio. Questo crollo è dovuto in particolare ai crescenti dubbi degli investitori sulla redditività delle aziende del settore dell’intelligenza artificiale e alla prolungata stagnazione dei consumi in Cina 1.

  • Il titolo del produttore di robot Unitree, uno dei leader mondiali nel mercato dei robot umanoidi, ha perso più di un terzo del suo valore dal suo primo giorno di quotazione, ad agosto.
  • CXMT, il più grande produttore cinese di chip di memoria DRAM, ha invece visto il valore delle proprie azioni perdere più di un quarto rispetto al picco raggiunto a metà agosto, pari a circa 170 miliardi di dollari.
  • MetaX e Moore Threads, due aziende specializzate nella progettazione di processori grafici utilizzati nei data center, hanno perso metà del loro valore da luglio 2.

Nonostante l’intervento della scorsa settimana da parte della «squadra nazionale» – fondi e broker legati allo Stato, incaricati di effettuare acquisti massicci di azioni per stabilizzare l’andamento dei mercati –, gli investitori della Cina continentale hanno continuato a vendere le loro azioni a Hong Kong: 20 miliardi di dollari di Hong Kong (2,5 miliardi di dollari) dall’inizio del mese, un record mensile dal luglio 2021, secondo il Financial Times 3.

I risultati attesi questa settimana potrebbero prolungare il calo.

  • Domani, giovedì 29, due aziende cinesi che producono apparecchiature utilizzate in particolare nei centri dati dedicati all’intelligenza artificiale pubblicheranno i propri risultati finanziari.
  • È il caso di Zhongji Innolight, uno dei principali produttori mondiali di moduli ottici, indispensabili per collegare i server nei data center, e dell’azienda produttrice di circuiti stampati Victory Giant Technology, con sede a Huizhou, nella provincia del Guangdong. Le azioni delle due società hanno perso più della metà del loro valore rispetto ai massimi raggiunti quest’anno.
  • Mentre i margini delle fonderie cinesi di chip, come SMIC e Hua Hong, sono in aumento, i produttori di memorie come CXMT devono far fronte a costi più elevati sui loro prodotti più avanzati, il che erode i loro profitti.

Le prestazioni di queste aziende tecnologiche si basano in gran parte su massicci investimenti nell’intelligenza artificiale, i cui modelli richiedono hardware e infrastrutture per essere addestrati e utilizzati. Tuttavia, sia in Cina che negli Stati Uniti, le aziende che operano nel settore dell’IA faticano ancora a trovare un modello economico redditizio.

Note
  1. «Chinese Stocks Tumble Into Bear Market as $2.4 Trillion Vanishes», Bloomberg, 22 ottobre 2026.
  2. «In Cina, la bolla dell’IA è già scoppiata», Reuters, 26 ottobre 2026.
  3. Arjun Neil Alim e Thomas Hale, «China rushes to shore up markets as AI trade sours», Financial Times, 28 ottobre 2026.