Nel suo progetto di bilancio per il 2027, il governo russo prevede di destinare il 35% della propria spesa alla difesa nazionale, che finanzia la maggior parte della guerra in Ucraina. In totale, la spesa per la difesa dovrebbe raggiungere i 17.100 miliardi di rubli (pari a circa 190 miliardi di euro), il triplo del bilancio delle forze armate francesi per il 2027 (63,4 miliardi di euro).

Non è certo che il Cremlino possa sostenere a lungo termine un tale livello di spesa.

  • Queste saranno in parte finanziate dal debito: il Ministero delle Finanze prevede di emettere 7.700 miliardi di rubli (85 miliardi di euro) di obbligazioni, contro i 5.400 miliardi (60 miliardi di euro) previsti nel bilancio dello scorso anno.
  • Nonostante un aumento dell’IVA nel gennaio 2026 e l’introduzione di nuove imposte, tali spese dovrebbero comportare un disavanzo superiore alle previsioni: 5.500 miliardi di rubli (60 miliardi di euro, pari al 2,2% del PIL) nel 2027, contro i 3.200 miliardi (35 miliardi di euro) previsti nel bilancio dello scorso anno.

Allo stesso tempo, Mosca fa sempre più fatica a trovare acquirenti per il proprio debito.

  • Il Ministero delle Finanze ha dovuto dichiarare infruttuose le aste di obbligazioni tenutesi a luglio e poi a settembre, in mancanza di offerte a un prezzo accettabile 1. 
  • Nel frattempo, le trasmissioni sono state sospese per diverse settimane.

Per attirare gli acquirenti, il governo russo deve offrire rendimenti vicini al 17%: il 14 ottobre ha emesso titoli al 16,77%, il tasso più alto dal febbraio 2025.

  • La domanda si basa sempre più sulle grandi banche, che il 2 settembre hanno acquistato l’84% di un’emissione da 1.000 miliardi di rubli, dopo aver preso in prestito il giorno prima un importo quasi equivalente dalla Banca centrale 2.

La strategia ucraina di attacchi a medio e lungo raggio in Russia aumenta la pressione sul Cremlino. Il 1° settembre, Putin ha dichiarato che gli attacchi ucraini nel Mar Nero e nel Mar d’Azov contro navi e infrastrutture energetiche avrebbero causato danni pari a «circa l’1% del PIL» russo, ovvero circa 23 miliardi di euro.

  • Da allora gli attacchi ucraini sono proseguiti e hanno preso di mira, in particolare, i data center di Yandex, che sostengono l’economia civile russa (ricerca online, taxi, consegne, servizi di messaggistica, cloud…).
  • Alcuni di questi data center ospitano supercomputer tra i più potenti del Paese secondo la classifica TOP500, come il Galouchkine, ospitato nel data center di Vladimir.
  • L’azienda afferma che questi supercomputer, che consentono il funzionamento dell’IA di Yandex, utilizzata in tutti i software e le applicazioni dell’azienda, non sono stati danneggiati dagli attacchi. Sono stati tuttavia «trasferiti in nuove sedi», secondo l’ufficio stampa di Yandex 3.

La fragilità del bilancio russo è dovuta anche all’imprevedibilità insita nella guerra: le spese per potenziare le capacità anti-droni, sostituire le attrezzature o pagare i premi di servizio ai combattenti dipenderanno dall’evoluzione degli equilibri sul fronte.