Secondo i dati raccolti dal Centre for High North Logistics (CHNL), dal 1° gennaio al 30 settembre sono stati effettuati 104 transiti commerciali lungo la rotta marittima del Nord, un itinerario che collega l’Atlantico al Pacifico costeggiando le coste artiche della Russia.
L’anno scorso sono stati registrati 103 transiti nell’arco dell’intero anno 1.
- Questa rotta è percorsa fin dagli anni ’30 dalle navi mercantili. L’estensione della banchisa ha tuttavia limitato a lungo il numero di traversate possibili ogni anno.
- Dieci anni fa si erano registrati solo 19 transiti. Dopo un calo nel 2022, dal 2023 si osserva un aumento costante del numero di transiti, trainato dal riorientamento delle esportazioni russe verso l’Asia e facilitato dallo scioglimento dei ghiacci.
Il primo passaggio di una nave portacontainer, la Venta Maersk, risale all’estate del 2018. Maersk, all’epoca il più grande armatore al mondo, detronizzato dall’italo-svizzera MSC nel 2022, aveva precisato che l’obiettivo del viaggio era raccogliere dati e aveva affermato di non considerare la rotta «come un’alternativa alle nostre rotte abituali», che per la maggior parte passavano attraverso il Canale di Suez[nota]Costas Paris, «Shipping’s New Arctic Routes Won’t Thaw Cold Economic Reality», The Wall Street Journal, 26 settembre 2018.[/nota].
- L’aumento del numero di transiti non indica che la situazione economica sia cambiata: la rotta marittima del Nord rimane rischiosa per le navi e i loro equipaggi, e le merci trasportate circolano soprattutto tra la Russia e la Cina.
- La rotta rappresenta tuttavia un elemento chiave della strategia artica di Mosca, soprattutto perché si snoda in acque in cui la Russia può imporre le proprie regole di navigazione.
- Per Pechino, la strada rappresenta una possibile alternativa ai corridoi che attraversano punti di strozzatura, messi a dura prova negli ultimi anni dalle crisi geopolitiche, per le merci trasportate dall’Asia verso l’Europa.
Le condizioni di navigazione nell’Artico variano sempre di anno in anno: nel 2024 e nel 2025, la formazione del ghiaccio aveva posto fine prematuramente al periodo di navigazione, mentre quest’anno si sta verificando più tardi, il che potrebbe consentire un maggior numero di traversate entro la fine della stagione.
- Il riscaldamento globale tende tuttavia a rendere navigabili, nel lungo periodo, le rotte artiche.
- Secondo la NASA, ciascuna delle ultime 20 estati (dal 2007 al 2026) figura tra le 20 con la minore estensione minima della banchisa artica mai registrata dai satelliti 2.
- Il livello più basso è stato raggiunto nel settembre 2012, quando la banchisa copriva solo 3,41 milioni di km² – la metà rispetto alla media del periodo 1979-2000 (6,70 milioni di km²).
Note
- Malte Humpert, «Northern Sea Route Transits Surpass 2025 Total as Arctic Shipping Gains Momentum», gCaptain, 19 ottobre 2026.
- Arctic Sea Ice Shrinks to Its 2026 Minimum, NASA, 7 ottobre 2026.