Secondo Alexandre Isakov, direttore del Centro di ricerche macroeconomiche di Sber ed economista capo della banca pubblica di sviluppo Vnesheconombank (VEB), la spesa del bilancio consolidato della Russia rappresenterebbe circa il 39% del PIL, un livello prossimo alla media dei paesi membri dell’OCSE (42,6% nel 2023) 1.
Isakov osserva che la quota del bilancio rispetto al PIL della Russia è aumentata notevolmente negli ultimi anni.
- Nel 2018-2019, ovvero prima dell’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, la spesa del bilancio consolidato rappresentava circa un terzo del PIL (dal 32 al 33% secondo Isakov).
- Tale quota sarebbe quindi aumentata di oltre 6 punti tra il 2018 e il 2025, mentre nell’OCSE è cresciuta solo di circa 2,4 punti tra il 2018 e il 2023.
- Il divario tra la Russia e i paesi dell’OCSE si attesta oggi a 3,3 punti (sulla base dei dati del 2023 relativi all’OCSE), contro i quasi 10 punti del 2011.
La Russia si avvicinerebbe così al limite massimo delle dimensioni del settore pubblico compatibile con tassi di crescita elevati e sostenibili.
- Secondo Isakov, il superamento della soglia del 40% peserebbe sulle imprese, sugli investimenti e sulla capacità del bilancio di riscuotere le imposte.
- Ritiene infatti che le imprese russe stiano già rinviando i propri investimenti a causa dell’incertezza fiscale e del rischio macroeconomico, il che riduce la domanda e la base imponibile potenziale dello Stato.
- Questa incertezza è alimentata dai successivi aumenti delle imposte destinati a finanziare l’aumento della spesa pubblica: l’imposta sugli utili è passata dal 20 al 25% nel 2025, mentre l’IVA è passata dal 20 al 22% il 1° gennaio 2026.
L’aumento della spesa pubblica russa è alimentato principalmente dal bilancio della difesa, che dovrebbe registrare un’impennata del 32% nel 2027, raggiungendo i 17.100 miliardi di rubli (circa 182 miliardi di euro).
Entro la fine dell’anno, la spesa militare russa potrebbe quindi superare il 10% del PIL per la prima volta dall’epoca sovietica.
- L’elevato livello della spesa pubblica nei paesi dell’OCSE, e in particolare in quelli che sono anche membri dell’Unione europea, dove la media raggiunge il 49,2% del PIL (rispetto al 42,6% in media nell’OCSE nel 2023 e al 39% in Russia nel 2025), è dovuto principalmente al peso della previdenza sociale.
- La quota del PIL destinata alla spesa sociale, alla sanità e all’istruzione rappresenta infatti circa il 27% nei paesi dell’OCSE (13,4% per la protezione sociale, l’8,4% alla sanità e il 4,9% all’istruzione), e il 31% nei paesi dell’Unione europea, contro il 19% della Russia nel 2021, secondo i nostri calcoli basati sui dati del Ministero delle Finanze.
Note
- «Alexander Isakov — RBC: “L’economia russa è in fase di ridefinizione”, RBC, 15 ottobre 2026.