L’annuncio di Dario Amodei riguardo alla scoperta, da parte di Claude, di una famiglia di enzimi affine al sistema CRISPR rientra almeno tanto nella comunicazione quanto nella scienza. Il suo messaggio principale è semplice: Anthropic dispone ora di propri laboratori di biologia e intende accaparrarsi una parte del valore che dovrebbero generare i progressi medici resi possibili dall’IA 1.
- Il messaggio pubblicato dal CEO di Anthropic su X conta 715 parole, di cui solo 101 riguardano la scoperta in sé, mentre 614 mirano a rispondere in anticipo a coloro che potrebbero essere tentati di minimizzarne la portata.
- La sua argomentazione si basa sui progressi dell’IA nel campo della matematica, passata in pochi anni da contributi marginali a progressi significativi, nonché sul suo saggio del 2024, Machines of Loving Grace, in cui affermava che l’IA avrebbe potuto condensare in 5-10 anni decenni di progressi in biologia e medicina.
- Egli sostiene che, anche se questa scoperta fosse di minore importanza, costituirebbe comunque solo un punto di partenza, in un percorso simile a quello osservato in matematica.
La pubblicazione anticipata dell’articolo scientifico che presenta questi lavori riflette lo stesso squilibrio.
- I ricercatori di Anthropic hanno quindi chiesto a Claude di identificare nuovi geni appartenenti alla famiglia delle trascrittasi inverse 2.
- L’introduzione, tuttavia, non giustifica mai questa scelta, mentre è proprio essa che, in un articolo biomedico, di solito definisce il contesto e stabilisce gli obiettivi.
Eppure non mancavano certo le possibili giustificazioni: la trascrittasi inversa presenta un elevato tasso di errore, il che spiega in parte l’elevata frequenza di mutazioni di virus come l’HIV. Nuove varianti potrebbero quindi fungere da strumenti di mutagenesi mirata.
- Lo stesso Amodei mette in relazione questi enzimi con CRISPR, lo strumento di editing genomico che è valso a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna il Premio Nobel per la chimica nel 2020.
- Gli autori avrebbero quindi potuto presentare la loro ricerca come una pista verso nuovi strumenti di editing, potenzialmente più precisi del CRISPR, che rimane imperfetto.
- La sezione “discussione”, solitamente centrale in un articolo biomedico, non affronta nemmeno queste prospettive. L’articolo si limita al minimo indispensabile dal punto di vista biologico, ma descrive in modo approfondito il metodo seguito da Claude.
Esistono prove concrete del potenziale dell’IA nel campo della biomedicina. Tuttavia, Amodei non ne cita nessuna, e nessuna proviene da Anthropic.
- Il principale è AlphaFold, il modello di Google DeepMind che prevede la struttura tridimensionale delle proteine a partire dalla loro sequenza.
- Sebbene l’articolo citi AlphaFold, quest’ultimo non è altro che uno strumento e non viene mai presentato per quello che è, ovvero la prova più convincente finora del contributo dell’intelligenza artificiale alla biologia.
- Quest’estate, Moderna e Merck hanno a loro volta pubblicato risultati intermedi promettenti relativi alla sperimentazione di fase III del loro vaccino a RNA messaggero contro il cancro. La tecnologia dell’RNAm è antecedente all’intelligenza artificiale, ma l’implementazione su larga scala di questa terapia richiede il ricorso a quest’ultima per accelerare la produzione e ridurre i costi.
- Anche in questo caso, Amodei non ne parla.
Quest’ultimo, tuttavia, non afferma nulla di falso, e il risultato non è privo di interesse: l’enzima identificato presenta somiglianze con CRISPR, ma anche differenze che potrebbero renderlo utile. Claude sembra aver ricavato dai dati genomici una serie di previsioni che i ricercatori hanno dovuto solo verificare sperimentalmente, il che ha evitato loro di testare un gran numero di ipotesi.
Se fosse stato scritto meglio e avesse presentato riflessioni e prospettive più approfondite, l’articolo sarebbe stato perfettamente pubblicabile.
- Il CRISPR, come l’enzima scoperto in questa ricerca, fa parte del «sistema immunitario» che i batteri utilizzano per difendersi dai batteriofagi, i virus che li infettano. Pertanto, questa «scoperta» potrebbe potenzialmente fornire nuovi bersagli terapeutici.
- Infatti, i batteri del genere Staphylococcus sembrano utilizzare questi enzimi per difendersi da alcune infezioni causate dai batteriofagi. La scoperta di questi enzimi, insieme allo studio della loro struttura, potrebbe quindi consentire di sviluppare farmaci in grado di bloccarne il funzionamento, rendendo così batteri come lo Staphylococcus aureus vulnerabili alle infezioni da batteriofagi.
- Questa “scoperta” potrebbe quindi, in teoria, portare allo sviluppo di nuovi antibiotici, di cui l’umanità ha bisogno più che mai, vista la crescente minaccia della resistenza batterica. Amodei e i team di Anthropic sembrano tuttavia aver perso questa opportunità.
Note
- Claude discovers a novel enzyme system with CRISPR-like repeats, Anthropic, 23 settembre 2026.
- Peter H. Yoon et al., «Autonomous AI agents discover reverse transcriptases with tandem repeat arrays», Anthropic, 23 settembre 2026.