Negli ultimi giorni, diversi candidati repubblicani allineati con la linea della Casa Bianca si sono pubblicamente opposti a Trump riguardo alla guerra in Iran, il fastoso protocollo riservato a Xi Jinping in occasione della sua visita di Stato, la politica migratoria dell’amministrazione e il finanziamento da parte di un oligarca russo della festa di nozze del figlio maggiore di Trump, Don Jr., nel maggio 2026.

Secondo un rapporto pubblicato lunedì 21 settembre dall’American Research Group, il tasso di gradimento di Trump è sceso al 29% 1.

  • È la prima volta, considerando entrambi i suoi mandati, che questa percentuale scende sotto la soglia del 30%.
  • Allo stesso tempo, durante il suo primo mandato, tale percentuale si attestava al 37%, in leggero aumento tra gennaio e settembre 2018.
  • La popolarità di Trump è calata drasticamente da febbraio, mese segnato dall’inizio della guerra contro l’Iran, che ha provocato un notevole aumento dei prezzi del carburante

Pertanto, la vicinanza a Trump non è più percepita dai candidati del GOP come un fattore in grado di conquistare il voto degli elettori repubblicani indecisi e degli indipendenti in occasione delle elezioni di medio termine.

  • Byron Donalds, un deputato repubblicano alla Camera che si candida alla carica di governatore della Florida – con il sostegno «pieno e totale» di Trump –, ha rimosso almeno otto riferimenti a Trump dalla pagina iniziale del suo sito elettorale 2.
  • La settimana scorsa, sette deputati repubblicani della Camera hanno votato a favore di una risoluzione volta a impedire a Trump di sferrare nuovi attacchi contro l’Iran. In occasione di due precedenti votazioni, a giugno e a luglio, quattro repubblicani si erano apertamente dichiarati contrari alla guerra.
  • Il Senato dovrebbe votare questa settimana sulla misura. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato, John Thune, non è riuscito a garantire l’unità del GOP, soprattutto perché diversi senatori, tra cui Dan Sullivan (Alaska) e Jon Husted (Ohio), si trovano ad affrontare una difficile campagna per la rielezione.

Tra le critiche più dirette rivolte a Trump figura quella di María Elvira Salazar, una politica repubblicana della Florida che, in uno spot elettorale diffuso la scorsa settimana, accusa Trump di essersi spinto «troppo oltre» in alcune delle sue misure di lotta all’immigrazione.

  • Il video, girato davanti alla Casa Bianca, si rivolge in particolare agli elettori indecisi o insoddisfatti dei primi 20 mesi dell’amministrazione Trump.
  • Mette inoltre in luce la difficoltà che alcuni candidati repubblicani hanno nel mantenere un vantaggio consistente nei sondaggi rispetto ai loro avversari democratici.
  • Sebbene Trump abbia vinto nel distretto in cui Salazar si candida con un vantaggio di quasi 15 punti nel 2024, secondo un sondaggio condotto alla fine di agosto i candidati sono testa a testa, con il 45% delle intenzioni di voto ciascuno 3.

Meno del 10% dei post online dei leader repubblicani menzionava Trump nelle prime due settimane di settembre, una percentuale in calo di 6 punti rispetto all’inizio dell’anno 4. Questi ultimi tendono quindi a mettere in primo piano i propri messaggi destinati agli elettori, che a volte possono discostarsi da quelli della Casa Bianca – cosa che, tuttavia, sembrava improbabile solo un anno fa.

Note
  1. Trump Job Approvals and the National Economy, American Research Group, 21 settembre 2026.
  2. Claire Heddles, «Byron Donalds strips Trump references from his campaign website», The Miami Herald, 23 settembre 2026.
  3. Jesse Scheckner, «‘A pure toss-up’: Eliott Rodriguez, María Elvira Salazar deadlocked in CD 27, internal poll finds», Florida Politics, 14 settembre 2026.
  4. Clara Ence Morse, Gregory S. Schneider e Theodoric Meyer, «GOP candidates are largely ignoring Trump’s midterm advice, Post analysis shows», The Washington Post, 16 settembre 2026.