Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi si terrà tra esattamente 200 giorni, il 18 aprile 2027. Mentre una trentina di candidati si sono già presentati e dovranno ottenere 500 firme di sostegno da parte di rappresentanti eletti di almeno 30 dipartimenti o collettività d’oltremare diversi entro il 12 marzo, i sondaggi concordano già sulla favorita del primo turno.

  • Marine Le Pen, la candidata del Rassemblement National, risulta in testa in tutti i sondaggi pubblicati a settembre, sia per il primo turno che per il secondo, indipendentemente dall’avversario preso in esame.
  • Il candidato di “La France insoumise”, Jean-Luc Mélenchon, ed Édouard Philippe (“Horizons”) sono testa a testa al primo turno, con circa il 16-17%.
  • Gabriel Attal (Renaissance) e Raphaël Glucksmann (Place publique, candidato alle primarie socialiste) registrano in media circa il 10-11% delle intenzioni di voto, davanti a Bruno Retailleau (Les Républicains, intorno all’8%).
  • Il risultato di Attal dipende fortemente dalla presenza di Édouard Philippe: dal 12 al 15,5% senza di lui, e dal 5 al 9% con lui.

Le precedenti campagne presidenziali suggeriscono tuttavia che gli equilibri potrebbero cambiare da qui ad aprile.

  • Nel corso delle ultime cinque elezioni presidenziali (dal 2002 al 2022), il candidato in testa ai sondaggi a 200 giorni dal primo turno si è classificato al primo posto in quattro occasioni (Chirac nel 2002, allora in parità con Jospin, Sarkozy nel 2007, Hollande nel 2012 e Macron nel 2022).
  • Il duello del secondo turno, atteso con 200 giorni di anticipo, si è invece concretizzato solo in tre elezioni: Sarkozy-Royal nel 2007, Hollande-Sarkozy nel 2012 e Macron-Le Pen nel 2022.
  • Nelle altre due elezioni, almeno uno dei due candidati qualificatisi per il secondo turno non era quello previsto: Jean-Marie Le Pen al posto di Jospin nel 2002 e Macron al posto di Juppé nel 2017.

Sebbene i sondaggi condotti a 200 giorni dal primo turno non abbiano sempre anticipato l’esito finale, offrono comunque diversi spunti di riflessione.

  • In tre delle ultime cinque elezioni, i sondaggi in questa fase della campagna elettorale hanno indicato un risultato simile a quello ottenuto dal candidato del FN/RN al primo turno.
  • Jean-Marie Le Pen era dato in media al 12% per le elezioni del 2007 e ha ottenuto il 10,4% dei voti; Marine Le Pen era data in media al 19% in questa fase della campagna elettorale del 2012 e ha ottenuto il 17,9% dei voti; successivamente ha ottenuto il 23,15% al primo turno del 2022, mentre era data in media al 21%.
  • Nel 2002, Jean-Marie Le Pen era stato tuttavia nettamente sottovalutato (dal 6 all’11% nei sondaggi a 200 giorni dal voto, contro il 16,9% dei voti), mentre Marine Le Pen era stata sopravvalutata nel 2017 (dal 24 al 33%, mentre alla fine ha ottenuto il 21,3%).

Per Jean-Luc Mélenchon, invece, i sondaggi a 200 giorni dalle elezioni hanno sottostimato il risultato finale del primo turno in ciascuna delle sue tre candidature.

  • Nel 2011 era dato tra il 3 e il 7% e nel 2012 ha ottenuto l’11,1% al primo turno. Nel 2016, i sondaggi lo davano tra il 10 e il 15,5% e nel 2017 ha ottenuto il 19,6% dei voti.
  • Allo stesso modo, in occasione delle elezioni del 2022, in questa fase della campagna elettorale del 2021 oscillava tra il 7% e il 13% e alla fine ha ottenuto il 22% dei voti.

Come spiega Jean-Yves Dormagen, Bruno Retailleau e Dominique de Villepin, che non ha ancora annunciato ufficialmente la propria candidatura, dispongono di un ampio potenziale elettorale, ma «debole»: sebbene la loro candidatura sia ipotizzabile per una fetta significativa dell’elettorato, essa è tuttavia raramente considerata prioritaria.