Donald Trump si è impegnato ieri, mercoledì 9 settembre, in occasione della convention del Partito Repubblicano a Dallas, a versare un «dividendo» di 5.000 dollari a ogni cittadino americano maggiorenne in caso di vittoria del GOP alla Camera dei Rappresentanti e al Senato nelle elezioni di medio termine, che si terranno il 3 novembre.
È la prima volta nella storia del Paese che un presidente dichiari così apertamente di voler influenzare il voto degli elettori con il denaro.
- Diversi avvocati statunitensi ritengono che un simile “dividendo” non sarebbe illegale allo stato attuale, dato che Trump ha proposto di versare un assegno a tutti gli adulti, indipendentemente dal loro voto, che rimane segreto.
- Secondo John Day, ex procuratore del New Mexico, un simile versamento equivarrebbe a una «promessa di riduzione delle imposte», che richiede tuttavia l’approvazione di una legge da parte del Congresso 1.
I casi di compravendita di voti da parte di un partito o di un candidato sono ampiamente documentati a livello mondiale. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si tratta di episodi isolati e discreti, che non vengono resi pubblici davanti a un vasto numero di potenziali elettori.
- Uno dei casi più simili è quello del programma BR1M in Malesia, quando l’ex primo ministro Najib Razak aveva annunciato pubblicamente, nel programma del suo partito presentato nel 2018, che i versamenti per le famiglie più povere sarebbero raddoppiati, passando da 1.200 a 2.000 ringgit (ovvero da circa 250 a 420 euro) un mese prima delle elezioni generali.
- In India, nello Stato dell’Arunachal Pradesh, i candidati ricorrono spesso alla distribuzione di denaro contante e regali agli elettori, nei mercati e nei villaggi, con l’avvicinarsi delle elezioni. Si tratta tuttavia di candidati e campagne elettorali che sborsano denaro, nella speranza di recuperare le somme spese una volta al potere, e non di un trasferimento dalle casse dello Stato agli elettori.
- In Benin, quasi un terzo degli elettori intervistati in occasione delle elezioni presidenziali del 2011 ha dichiarato di aver ricevuto denaro contante in cambio del proprio voto. Anche in questo caso, i fondi sono stati stanziati direttamente dai candidati 2.
Negli Stati Uniti, Trump aveva già promesso di inviare assegni agli elettori una volta salito al potere, al fine di aumentare la propria popolarità.
- All’inizio del suo secondo mandato, si era impegnato a ridistribuire agli americani una parte dei «risparmi» realizzati dal Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE), allora guidato da Elon Musk.
- Nel novembre 2025 aveva accennato all’invio di assegni da 2.000 dollari finanziati con i proventi dei dazi doganali – che vengono pagati dagli importatori statunitensi.
Anche Elon Musk aveva cercato di influenzare un’elezione, consegnando nel marzo 2025 tre assegni da un milione di dollari ciascuno per incoraggiare gli elettori del Wisconsin a votare per il candidato conservatore alla Corte Suprema dello Stato, Brad Schimel.
- Joe Biden aveva fatto dell’elezione dei candidati democratici Jon Ossoff e Raphael Warnock al Senato un punto chiave della sua campagna elettorale nel gennaio 2021.
- Il presidente eletto aveva affermato che la loro elezione avrebbe permesso di portare l’importo degli assegni di sostegno per il Covid a 2.000 dollari, invece che a 600.
Note
- John Yoon, «Trump Wants to Give Out $5,000 Checks. It would cost more than $1 trilion», The New York Times, 10 settembre 2026.
- Jenny Guardado e Leonard Wantchekon, «Do electoral handouts affect voting behavior?», Afro Barometer, Working Paper n. 171, marzo 2017.