Oggi, domenica 4 ottobre, si tengono le elezioni presidenziali e legislative brasiliane, in un contesto geopolitico particolarmente teso.

  • Lula aveva vinto di misura le elezioni presidenziali del 2022 contro il presidente uscente Jair Bolsonaro.
  • Il suo mandato è stato particolarmente movimentato. 
  • L’8 gennaio 2023, una settimana dopo il suo insediamento, un tentativo di colpo di Stato da parte dei sostenitori di Bolsonaro fallisce a Brasilia. Nel settembre 2025, Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni e 3 mesi di reclusione (attualmente è agli arresti domiciliari) e suo figlio maggiore, Flávio, è stato designato come suo successore.
  • Il ritorno al potere di Trump ha del resto dato nuovo slancio all’estrema destra brasiliana e, dal 2025, i rapporti tra i due presidenti oscillano tra pressioni di stampo trumpista, in particolare in materia di commercio, e momentane tregue.
  • Anche la sinistra ha subito un forte calo nella regione dal 2022, e il Brasile è uno degli ultimi paesi guidati da un governo progressista.
  • Si tratta di un elemento chiave delle elezioni di oggi.

Durante la campagna elettorale, Lula ha continuato a difendere i temi che lo avevano già portato al potere: lo sviluppo economico, la lotta contro la fame, la povertà e la deforestazione, con la chiara volontà di condurre una politica estera indipendente e sovrana.

  • Al contrario, Flávio Bolsonaro riprende a sua volta i temi cari a suo padre e al suo schieramento, quali la lotta alla criminalità e alla corruzione, nonché la liberalizzazione dell’economia. Sostiene l’allineamento con gli Stati Uniti di Donald Trump e fa affidamento principalmente sul voto evangelico.
  • Un elemento chiave distingue tuttavia questo ciclo elettorale dalle elezioni presidenziali del 2022: l’importanza attribuita alla politica estera, che era praticamente assente nelle precedenti tornate elettorali. 
  • Così, il 25 luglio, Flávio Bolsonaro aveva dato il via alla sua campagna alla presenza del presidente argentino Javier Milei, per poi diffondere un videomessaggio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.
  • Flávio Bolsonaro gode inoltre del sostegno di Donald Trump, così come suo fratello Eduardo, che dal 2018 vanta ottimi contatti nell’ambito del movimento MAGA. 
  • Condannato per ostruzione alla giustizia, Eduardo Bolsonaro vive negli Stati Uniti dal 2025, dove ha ottenuto la residenza permanente. Egli influenza direttamente le varie decisioni dell’amministrazione Trump nei confronti del Brasile, come l’introduzione di dazi doganali.
  • Il 28 maggio, gli Stati Uniti hanno designato i due principali cartelli brasiliani del narcotraffico, il Comando Vermelho e il Primeiro Comando da Capital, come organizzazioni terroristiche. Secondo diversi osservatori, questa decisione fa temere un intervento simile a quello verificatosi in Venezuela in caso di vittoria di Lula.
  • Queste decisioni hanno portato Brasilia a adottare un atteggiamento di estrema cautela nei confronti di Washington, come dimostra il rifiuto di rilasciare i visti a Riley Barnes e Samuel Samson, due diplomatici statunitensi che avrebbero dovuto incontrare diversi funzionari brasiliani nel mese di luglio 2026. Secondo il Brasile, questa visita mirava a mettere in discussione il sistema elettorale.

Nelle ultime settimane, i sospetti di ingerenza statunitense nella campagna presidenziale si sono intensificati.

  • Il 30 settembre, i media brasiliani hanno rivelato che l’ABIN (i servizi segreti brasiliani) aveva informato una delegazione franco-tedesca in visita nel Paese che gli Stati Uniti e la Russia stavano tentando di interferire nelle elezioni brasiliane.
  • Il 24 settembre, il Partito dei Lavoratori di Lula ha dichiarato che Meta aveva bloccato l’account Facebook di Lula e impedito agli account della campagna elettorale del partito di pubblicare contenuti politici. Secondo Meta, tale misura sarebbe dovuta alla violazione delle regole di queste piattaforme da parte degli account in questione.

Come nelle elezioni del 2022, i risultati dovrebbero essere estremamente serrati tra i due favoriti.

  • L’ultimo sondaggio pubblicato da Datafolha attribuisce a Lula il 40% dei voti al primo turno, contro il 36% di Flávio Bolsonaro. 
  • Flávio Bolsonaro sembra aver innescato una dinamica positiva e ha concrete possibilità di vincere le elezioni al secondo turno, soprattutto se queste si trasformeranno in un referendum contro Lula. 
  • Il dato da tenere d’occhio questa domenica è il divario tra Lula e Flávio. Un vantaggio di 5 punti o più per Lula gli darebbe la possibilità di vincere, mentre un vantaggio di 3 punti o meno farebbe pendere l’ago della bilancia a favore di Flávio per il secondo turno.