Droni contro armi: l’Ucraina sta per firmare un “megadeal” con gli Stati Uniti?
La guerra in Ucraina giorno per giorno
Grazie all’esperienza maturata sul campo dall’Ucraina dal 2022, Washington spera di colmare il proprio ritardo in termini di capacità produttive e tecnologie utilizzate nei droni militari.
La presenza di componenti cinesi nella maggior parte dei droni ucraini potrebbe tuttavia complicarne l’acquisto da parte del Dipartimento della Difesa.
«Il silenzio con cui l’Europa ha risposto alle intimidazioni di Donald Trump ha fatto il giro del mondo, risuonando come un’ammissione della nostra impotenza. Spetta ora a noi ridare all’Europa una voce forte — quella dei popoli uniti, consapevoli del loro peso e determinati a costruire insieme il loro destino».
Uno spunto di dottrina firmato Dominique de Villepin.
Jensen in Cina: la diplomazia parallela di NVIDIA tra Pechino e Washington
Capitalismi politici in guerra
Se ne è parlato poco in Europa, ma una questione sta attualmente agitando il mondo dell’IA: cosa ci faceva il CEO di NVIDIA in Cina?
In piena guerra commerciale, le visite di “Jensen” tra Pechino e Washington hanno lo scopo di mantenere aperto il canale della globalizzazione?
Per comprendere il significato della sua “missione”, è necessario capire il rapporto che il fondatore dell’azienda più capitalizzata al mondo ha con il futuro e la geopolitica.
Un’indagine firmata Aresu.
Il transumanesimo secondo Peter Thiel: l’AI, Marte, la geopolitica
Trump: origini intelletuali di una rivoluzione culturale
“— Preferirebbe che la specie umana sopravviva, vero?
— Ehm…
— È indeciso.
— Beh, non lo so.”
Traduciamo e commentiamo l’ultima lunga intervista di Peter Thiel.
Atlante del pensiero neoreazionario : una introduzione ragionata
Trump: origini intelletuali di una rivoluzione culturale
Il progetto che arriva dall’altra parte dell’Atlantico ci lascia sbalorditi.
Da quasi sei mesi la Casa Bianca sta cercando di trasformare la democrazia americana in una bizzarra monarchia controllata dai signori della tecnologia e da una nuova dinastia.
Il fatto che questo progetto ci sembri totalmente irragionevole non impedisce che esista: se è difficile da descrivere, è necessario comprenderlo.
Per mantenere la rotta nello spazio sfuggente, filiforme e disorganizzato di questa contro-rivoluzione, pubblichiamo oggi il primo Atlante del pensiero neoreazionario.
Cosa voleva fare Israele in Iran? Teorie sul cambio di regime dopo la “guerra dei dodici giorni”
Iran, Israele: il medio oriente in guerra
Siamo entrati in una terza era del regime change?
Da due anni Israele sta abilmente sfruttando i propri successi militari per alimentare in modo proattivo il caos politico nei paesi vicini, dall’Iraq alla Siria fino all’Iran.
Torniamo con il ricercatore Gilles Dorronsoro sulle implicazioni di questa strategia per la regione e per il mondo.
Gli Stati Uniti non sono ancora isolazionisti: il 64% degli americani desidera che il proprio Paese intervenga maggiormente nel resto del mondo.
Geopolitica di Donald Trump
Nell’America di Trump, permane un consenso bipartisan in materia di politica internazionale.
La maggioranza dei democratici (65%) e dei repubblicani (69%) ritiene che sia preferibile per gli Stati Uniti essere più coinvolti e assumere un ruolo guida negli eventi internazionali.
Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, questa percentuale raggiunge addirittura il 73% tra i repubblicani sostenitori di MAGA.
Lunedì 23 giugno, intorno alle 18:30, Teheran ha lanciato diversi missili in direzione del Qatar e dell’Iraq. Gli obiettivi sarebbero basi militari americane.
Per il momento, la risposta sembra limitata: l’Iran avrebbe lanciato in totale sette proiettili. Nel 2020, in risposta all’assassinio del generale Qassem Soleimani all’uscita dell’aeroporto di Baghdad con un attacco mirato, l’Iran aveva lanciato una quindicina di missili balistici sulla base di Ayn al-Asad in Iraq.