Léon XIV ha partecipato alle elezioni di midterm votando per corrispondenza, inviando in anticipo la propria scheda elettorale per posta all’ufficio elettorale della contea di Will, nell’Illinois, dove è iscritto nelle liste elettorali. 

  • È la prima volta nella storia che un papa partecipa a un’elezione democratica, in netto contrasto con la tradizione secondo cui il capo visibile della Chiesa cattolica è una figura al di fuori di ogni contingenza elettorale. 
  • La notizia, diffusa a livello locale dal Chicago Sun Times, è stata confermata venerdì sera dall’ufficio stampa della Santa Sede, il quale ha precisato che Robert Francis Prevost vanta una «lunga tradizione di impegno civico». 

Cittadino degli Stati Uniti, originario di Chicago, Robert Francis Prevost non ha rinunciato alla cittadinanza americana dopo la sua elezione al soglio pontificio. 

  • In base alle norme elettorali vigenti nell’Illinois, ogni cittadino americano regolarmente iscritto nelle liste elettorali può votare per corrispondenza, anche se risiede all’estero. 
  • Cittadino degli Stati Uniti e della Santa Sede (di cui possiede la cittadinanza sin dalla sua nomina alla Curia nel 2023 come prefetto del Dicastero per i vescovi), Leone XIV possiede anche la cittadinanza peruviana dal 2015, anno della sua nomina a vescovo della diocesi locale di Chiclayo: il concordato firmato tra il Vaticano e il Perù nel 1980 impone infatti che ogni vescovo di una diocesi del Paese sia cittadino peruviano; del resto, anche Robert Prevost si è dimostrato molto legato a quest’ultimo Paese, dove si recherà dall’11 al 17 novembre prossimo e dove ha anche esercitato più volte il proprio diritto di voto. 

Finora, pur avendo generalmente conservato la cittadinanza del proprio paese d’origine, i papi non avevano mai preso parte alle elezioni che vi si svolgevano. 

  • Giovanni Paolo II ha mantenuto la cittadinanza polacca e, secondo il suo biografo Bernard Lecomte, il nome «Karol Wotjyla» figurava ancora nelle liste elettorali di Cracovia.
  • Benedetto XVI è rimasto cittadino tedesco fino alla sua morte, avvenuta nel 2022; e, nel febbraio 2014, padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha rivelato che papa Francesco aveva espressamente chiesto di conservare la cittadinanza argentina, che è comunque considerata irrevocabile secondo il diritto costituzionale argentino. 

Il sistema delle primarie statunitensi consente di conoscere i nomi degli elettori registrati come partecipanti alle votazioni dei due principali partiti consultando i registri di ciascuno Stato: così, secondo il *New York Times* e l’*Associated Press*, Robert Francis Prevost ha partecipato alle primarie democratiche del 2008 e del 2010, quando risiedeva già a Roma in qualità di priore generale dell’Ordine degli Agostiniani, e successivamente a tre primarie repubblicane nel 2012, 2014 e 2016. 

  • Ha inoltre partecipato quattro volte alle elezioni generali, nel 2012, 2014, 2018 e 2024. 
  • L’ufficio stampa della Santa Sede ha confermato che Leone XIV «ha esercitato il proprio diritto di voto in qualità di cittadino statunitense ogni volta che ne aveva la facoltà». 
  • Dal punto di vista del diritto statunitense, ogni cittadino americano ha la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto da qualsiasi paese straniero. In Illinois, Stato di tradizione democratica, le elezioni di medio termine mettono in gioco un seggio al Senato, ma anche la carica di governatore.

La partecipazione del Papa a una votazione interna nel suo Paese d’origine assume un’importanza particolare alla luce dei recenti scontri tra Leone XIV e Donald Trump nella primavera scorsa, durante i quali il Papa si è opposto con sempre maggiore fermezza al presidente americano, in particolare per quanto riguarda la sua politica repressiva in materia di immigrazione e la sua politica estera tanto incostante quanto bellicosa, attirandosi in cambio una raffica di insulti da parte di quest’ultimo. 

  • Tuttavia, è degno di nota il fatto che le proteste a livello mondiale abbiano costretto Donald Trump a fare marcia indietro e a moderare le sue dichiarazioni pubbliche, in particolare ritirando un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo raffigurava nei panni di Gesù Cristo mentre guariva un malato, in un Paese in cui il peso dell’elettorato cattolico è determinante. 
  • Nei circoli MAGA, è probabile che questo voto venga percepito e – ironia della sorte – denunciato come un’ingerenza, se non addirittura come un’intromissione straniera.
  • È davvero insolito che un capo di Stato partecipi a un’elezione in un paese straniero, soprattutto quando la sua voce ha una risonanza mondiale. 
  • Anche per i fedeli cattolici il Papa rappresenta un Magistero spirituale e morale che dovrebbe porsi al di sopra delle contingenze politiche. 
  • In linea di principio, i membri della gerarchia cattolica non danno più indicazioni di voto, se non in situazioni di interesse vitale per la nazione – un vescovo che prendesse posizione in modo troppo evidente nel gioco democratico sarebbe del resto mal visto dalla Santa Sede, se non addirittura rimproverato da essa. Il rischio, a questo proposito, è che, rendendo visibile la sua costante attenzione alla vita politica del proprio paese d’origine, Léon XIV possa fornire un pretesto per mettere in discussione l’immunità diplomatica assoluta, e quasi universalmente riconosciuta, di cui hanno goduto fino ad ora la Santa Sede e il suo capo. 

È probabile che, rendendo pubblica la sua partecipazione alle elezioni di medio termine, il Papa intenda inviare al mondo il segnale di essere particolarmente attento agli affari interni degli Stati Uniti, attenzione che forse si giustifica con l’influenza smisurata che gli sconvolgimenti della politica interna di quel Paese hanno acquisito sul corso degli eventi mondiali. Il messaggio del Papa appare quindi doppiamente abile: in quanto cittadino degli Stati Uniti, è solo un elettore come un altro, né più né meno, il che permette di richiamare ogni elettore cattolico alla propria responsabilità civica. Ma in quanto Papa, segnala Urbi et Orbi che le elezioni di medio termine sono un evento per cui vale la pena impegnarsi, offrendo un caso concreto di applicazione ai suoi numerosi appelli magisteriali a impegnarsi nella vita politica, anche a livello elettorale, espressi ad esempio nella Magnifica Humanitas.