In un’Unione europea e in un’area dell’euro che per il momento stanno resistendo abbastanza bene alla nuova crisi scatenata dalla guerra dichiarata da Donald Trump contro l’Iran, un paese si distingue: la Francia 1.
- È l’unico paese dell’eurozona a registrare un calo del PIL nel terzo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.
- Tra l’effetto dell’aumento dei prezzi dei carburanti causato dalla guerra contro l’Iran, quello delle ripetute ondate di caldo sul turismo e sull’agricoltura e l’incertezza dovuta alla crisi politica permanente che sta attraversando il Paese, l’economia francese sta attraversando un periodo di grave difficoltà.
È improbabile che gli avvenimenti delle ultime settimane sul fronte sociale o su quello dei tassi d’interesse portino a un miglioramento di qualsiasi tipo nel quarto trimestre; anzi, è proprio il contrario.
- Questo peggioramento della situazione economica della Francia si traduce in particolare in un sensibile aumento della disoccupazione 2: +0,6 punti tra settembre 2025 e settembre 2026, ovvero tre volte di più rispetto alla media dell’Unione e dell’area dell’euro.
- Da questo punto di vista, tuttavia, la Francia non è l’unica: l’Austria, l’Estonia e la Finlandia hanno registrato aumenti ancora più significativi a partire dal 2025.
- Ma con il ritorno a un tasso di disoccupazione dell’8,5% lo scorso settembre, non è rimasto più nulla della promessa di eliminare la disoccupazione di massa.
- La Francia consolida ormai il proprio status di paese europeo in cui la disoccupazione è da tempo strutturalmente elevata.
Venerdì 30 ottobre l’agenzia Fitch ha mantenuto il rating del debito sovrano della Francia a A+, ma ha abbassato l’outlook da stabile a negativo, osservando: «Riteniamo che l’aggiustamento di bilancio cumulativo necessario per stabilizzare il debito sia salito a circa il 3,5% del PIL, rispetto al 3,0% di agosto».