Questa domenica sei milioni di elettrici ed elettori erano chiamati alle urne per rinnovare i 250 seggi dell’Assemblea nazionale (narodna skupština), il parlamento unicamerale della Repubblica di Serbia.

  • Poco dopo le 21:30, Aleksandar Vučić, presidente uscente e uomo forte della Serbia da oltre dieci anni, ha ammesso la propria sconfitta. Secondo le proiezioni dell’organizzazione indipendente CRTA, la Lista degli Studenti avrebbe ottenuto il 51% dei voti (138 seggi), seguita dalla lista dell’SNS di Aleksandar Vučić con il 40% dei voti (104 seggi). Gli altri partiti – escluse le minoranze nazionali – non riescono a superare la soglia del 3% necessaria per ottenere seggi. La Lista degli Studenti otterrebbe così la maggioranza assoluta dei seggi necessaria per governare da sola.
  • L’affluenza ha raggiunto un livello senza precedenti dalla caduta della Jugoslavia, con il 67,8% (+12 punti) degli elettori che si era recato alle urne alle 19:00. Con ogni probabilità, il movimento studentesco è riuscito a mobilitare un numero significativo di elettori insoddisfatti della politica del governo di Aleksander Vučić e dei suoi sostenitori. Per tutta la giornata si sono registrate lunghissime code sia nel Paese che all’interno della numerosa diaspora serba.
  • Queste elezioni sono state le prime a essere organizzate dopo oltre due anni di proteste studentesche, sullo sfondo delle accuse di corruzione rivolte ad Aleksandar Vučić e al suo partito. Il dominio del SNS sul sistema politico serbo dal 2012 è stato accompagnato da un progressivo indebolimento degli standard democratici. In particolare, le elezioni tenutesi negli ultimi dieci anni sono state caratterizzate da irregolarità ricorrenti, tra cui liste elettorali inesatte, violenze e pressioni nei confronti di osservatori e giornalisti.
  • Questa giornata elettorale è stata inoltre caratterizzata da numerose irregolarità e aggressioni, segnalate da organizzazioni apartitiche come la CRTA e il CeSID. Anche l’Unione europea ha inviato sul posto una squadra di osservatori. Ad esempio, secondo la CRTA, nel 13% dei seggi osservati alcune persone avrebbero potuto votare senza documenti validi, mentre il CeSID ha rilevato oltre 300 irregolarità.

Le mappe e i grafici riportati di seguito, realizzati in esclusiva dal team dei Bollettini elettorali dell’Unione europea (BLUE) per Il Grand Continent, vi permetteranno di seguire in diretta lo spoglio dei voti.

I dati provengono direttamente dalla Commissione elettorale della Repubblica di Serbia.