Da due settimane, lo sciopero degli autotrasportatori contro l’aumento del prezzo del gasolio sta paralizzando il Sud Italia. Il governo Meloni ha stanziato ieri, giovedì 22 ottobre, un aiuto di 175 milioni di euro, di cui 105 milioni destinati agli autotrasportatori, ma i blocchi continuano in Campania 1.

  • Il movimento è stato lanciato all’inizio di ottobre in Calabria e in Puglia, per poi estendersi alla Campania, alla Sicilia, alla Basilicata e al Molise. È portato avanti da piccole imprese di trasporto, spesso proprietarie dei propri autocarri.
  • All’origine di questa rabbia c’è il prezzo del carburante: fino a febbraio, gli autotrasportatori beneficiavano di un rimborso delle accise sul gasolio professionale pari a 26,9 centesimi al litro. Il governo lo ha ridotto a causa della diminuzione generale delle accise, per poi compensare tale misura con un credito d’imposta che le organizzazioni di categoria ritengono insufficiente e il cui versamento è troppo lento.
  • Dopo diversi preavvisi di sciopero nazionale in primavera, la mobilitazione è ripresa quest’autunno in modo più radicale, su iniziativa di collettivi regionali, con blocchi sulle autostrade e all’ingresso dei porti.

In Italia, dove il gas rappresenta oltre la metà dell’energia consumata dalle famiglie per il riscaldamento, il prezzo del gas pagato dalle famiglie è aumentato del 62% in cinque anni.

Il primo bilancio economico del fenomeno, ancora parziale, evidenzia la vulnerabilità dei settori del Sud:

  • Secondo Confcommercio Sicilia, una delle principali organizzazioni del commercio meridionale, questi cinque giorni di blocco sono costati tra i 40 e i 50 milioni di euro alla grande distribuzione e alla filiera dei prodotti freschi dell’isola 2.
  • Il settore agroalimentare è quello più colpito: il produttore di pasta Rummo ha dovuto sospendere la produzione, La Molisana ha ridotto la propria e i produttori di mozzarella sono stati costretti a interrompere l’attività all’inizio della settimana a causa della carenza di latte di bufala 3
  • Gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono a corto di cherosene e gli scaffali di carne, frutta, latte fresco e acqua minerale sono vuoti in Campania, Puglia e Calabria.

L’entità dei disagi è dovuta alla mancanza di alternative all’autotrasporto nel sud del Paese.

  • In Italia, il 96,8% delle merci trasportate sul territorio circola su strada. Il trasporto merci su rotaia è concentrato nel nord del Paese, regione in cui si concentra la maggior parte dell’industria e da cui proviene circa l’82% delle merci trasportate su rotaia.
  • Il divario è ancora più marcato per i flussi interni a ciascuna grande regione. Nelle regioni del Sud, per ogni tonnellata trasportata su rotaia, circa 510 tonnellate di merci viaggiano su strada, mentre nel Nord-Ovest questo rapporto è di circa 50.

Il governo oscilla tra una politica di sostegno e una di fermezza.

  • Il Ministero dell’Interno riferisce che sono stati identificati 1.339 camionisti, 71 dei quali sono stati denunciati alle autorità giudiziarie.
  • Giorgia Meloni ha annunciato di aver raggiunto un accordo con le organizzazioni dei trasportatori, avvertendo al contempo che il governo non tollererà le intimidazioni da parte di chi dovesse continuare a organizzare blocchi stradali.

Le elezioni legislative dovranno tenersi al più tardi nel settembre 2027 e il governo Meloni, al potere dall’ottobre 2022, teme di essere superato sulla destra, in particolare nel sud del Paese. Futuro Nazionale, il partito di estrema destra fondato dall’ex generale Roberto Vannacci dopo la sua uscita dalla Lega, ha ottenuto il 10,94% dei voti alle elezioni suppletive di Reggio Calabria alla fine di settembre. 

A meno di un anno dalle elezioni, il Paese sembra diviso in due.

  • Nel nord del Paese, l’opposizione al governo e all’aumento del costo della vita si traduce in atti di vandalismo e violenze urbane, in particolare a Milano e a Bologna. Nel dibattito pubblico, in particolare a destra, questi scontri sono stati attribuiti ai «maranza», termine che indica i giovani dei quartieri periferici, spesso di origine immigrata.
  • Nel sud del Paese, la mobilitazione è guidata dagli autotrasportatori, ai quali si sono uniti gli agricoltori che talvolta espongono la bandiera italiana sui propri camion. È anche per questo motivo che una parte del centro-destra ha accolto il movimento con favore.
  • L’opposizione di centro-sinistra si è schierata a fianco degli autotrasportatori, mentre i sindaci di Napoli e Bari denunciano città paralizzate e sommerse dai rifiuti.