Secondo un’analisi di Carbon Brief, basata sulle ultime previsioni dell’Agenzia internazionale per l’energia, le emissioni globali di CO₂ dovrebbero diminuire di circa lo 0,5% quest’anno rispetto ai livelli del 2025, poiché l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas causata dalla chiusura dello Stretto di Ormuz ha frenato la domanda mondiale.

  • Il volume delle emissioni legate al consumo di petrolio dovrebbe registrare la riduzione più significativa (circa 270 milioni di tonnellate di CO₂), seguito dal gas (circa 40 milioni di tonnellate) 1.
  • Le emissioni legate al carbone dovrebbero invece aumentare di circa 190 milioni di tonnellate quest’anno. La maggior parte di questo aumento del consumo di carbone non è però legata alla situazione in Medio Oriente.

Si tratterebbe del primo anno, dall’inizio della pandemia di coronavirus nel 2020, in cui le emissioni di CO₂ legate ai combustibili fossili registrano un calo.

  • Parte di questo calo è attribuibile al crollo della domanda – in particolare di petrolio e gas – causato dall’aumento dei prezzi che ha fatto seguito allo scoppio della guerra e al blocco dei flussi che transitano attraverso lo stretto di Ormuz.
  • Secondo una nota di Morgan Stanley del 15 settembre, la domanda di petrolio dovrebbe diminuire di 2,4 milioni di barili al giorno nel 2026, una stima vicina a quella elaborata dall’AIE (-2,5 milioni di barili al giorno, pari a un calo del 2,4 %) 2.

Come sottolineava Pierre Charbonnier nel 2022, all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, sotto la pressione dei conflitti e dell’aumento dei prezzi l’uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili può diventare un obiettivo strategico per i paesi che fanno affidamento sulle importazioni per il proprio fabbisogno energetico.

  • A causa della concentrazione della produzione di idrocarburi in un numero limitato di paesi – principalmente Stati Uniti, Paesi del Golfo e Russia –, il 75% della popolazione mondiale vive in paesi che dipendono dalle importazioni di combustibili fossili.
  • Nel 2023, 62 paesi del mondo hanno importato la quasi totalità del proprio petrolio, mentre 89 ne hanno importato almeno l’80% (il 99% per la Spagna e il Giappone, il 96% per la Germania e l’87% per l’India).
Note
  1. Simon Evans, «Analysis: Global fossil-fuel emissions set to fall in 2026 amid Hormuz crisis», Carbon Brief, 16 settembre 2026.
  2. Oil Market Report – Settembre 2026, Agenzia internazionale per l’energia, 11 settembre 2026.