Taiz, la terza città più popolosa dello Yemen, situata a circa 140 chilometri a nord-ovest di Aden, è ormai completamente circondata dagli Huthi, che hanno preso il controllo delle principali vie di rifornimento[not]Fatma Khaled, «La paura si diffonde a Taiz, la terza città più grande dello Yemen, mentre i ribelli Huthi la circondano in un nuovo assedio», Associated Press, 13 ottobre 2026.[/notae].

  • La città era già in gran parte isolata dalle zone controllate dal governo dal 6 ottobre.
  • Taiz occupa una posizione strategica tra il nord-ovest del Paese, controllato dagli Huthi, e il sud, controllato dal governo.
  • Sono ormai diversi anni che il gruppo cerca di conquistare la città, che ha assediato dal 2015 al 2024 senza mai riuscire a prenderla.

Nonostante la controffensiva condotta dalle forze governative con il sostegno dell’Arabia Saudita, gli Huthi continuano ad avanzare e la loro avanzata potrebbe indebolire la posizione di Aden lungo la costa del Mar Rosso, in particolare nella zona di Dhubab.

  • Secondo i dati cartografici dell’Institute for the Study of War, analizzati dalla rivista, tra il 16 settembre e il 12 ottobre gli Huthi avrebbero esteso di oltre 2.500 km² il territorio da loro controllato nei dintorni di Taiz.
  • Questa rapida avanzata suggerisce che la controffensiva lanciata dal governo e dall’Arabia Saudita all’inizio del mese non sia riuscita, a questo punto, a fermare l’avanzata del gruppo.

Infatti, le risorse impiegate da Riyadh sembrano insufficienti per infliggere perdite significative al gruppo. Il regno teme inoltre un’escalation che rischierebbe di far precipitare il Paese in un conflitto lungo e costoso.

  • Gli Huthi hanno colpito due volte l’aeroporto di Riyadh il 10 e l’11 ottobre, causando almeno 14 morti e diverse centinaia di feriti. Il primo di questi attacchi è stato il più sanguinoso in Arabia Saudita da oltre un decennio.
  • Secondo una fonte diplomatica, Israele avrebbe proposto a Riyadh di unirsi alla campagna contro gli Huthi, ma il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe rifiutato, temendo la reazione dell’opinione pubblica 1.

Diversi paesi, tra cui Francia, Regno Unito, Pakistan e Turchia, hanno rafforzato la propria presenza militare in Arabia Saudita o annunciato l’invio di materiale difensivo a partire dall’intensificarsi degli attacchi degli Huthi, a settembre. Da parte loro, gli Stati Uniti forniscono servizi di intelligence e assistenza nella selezione degli obiettivi all’esercito saudita e hanno schierato un’ulteriore batteria Patriot.

Note
  1. Liza Rozovsky, «Netanyahu Seeks Saudi Arabia’s Approval to Join Fight Against Huthis, but Crown Prince Opposes Move», Haaretz, 12 ottobre 2026.