Secondo i dati di AdImpact e i risultati provvisori delle elezioni tenutesi ieri, martedì 3 novembre, in Texas, i PAC, i gruppi esterni repubblicani e la campagna di Ken Paxton hanno speso 68 dollari in pubblicità per ogni voto ottenuto dal candidato repubblicano alle elezioni generali, contro circa 26 dollari per la campagna di James Talarico, il candidato democratico, e i gruppi che lo sostenevano.
Se si considerano separatamente le spese dei PAC e dei gruppi esterni, il divario è di uno a dieci: circa 62 dollari per voto per Paxton, contro i 6 dollari per Talarico.
- James Talarico è stato eletto nella notte tra il 3 e il 4 novembre con un vantaggio di oltre un milione di voti (su circa 9,4 milioni) su Ken Paxton, sulla base dell’89% delle schede scrutinate alle ore 9:00 del 4 novembre (ora di Parigi).
- Con quasi il 55% dei voti, ha ottenuto il miglior risultato mai registrato da un candidato democratico alle elezioni senatoriali in Texas dai tempi di Lloyd Bentsen nel 1988 (59%). Da allora, nessun democratico aveva superato il 50%.
Ken Paxton, il procuratore generale dello Stato che aveva sconfitto il senatore in carica John Cornyn al secondo turno delle primarie repubblicane, ha beneficiato di un notevole sostegno finanziario durante la campagna elettorale. Tra le primarie e le elezioni generali, sono stati spesi 573 milioni di dollari in pubblicità per questo seggio, rendendo questa corsa la più costosa nella storia degli Stati Uniti per un’elezione non presidenziale, secondo AdImpact.
Dei 407,5 milioni spesi durante le elezioni generali, oltre i due terzi (67%) sono stati destinati a finanziare la pubblicità a favore di Paxton.
- Paxton ha ricevuto, in particolare, un ampio sostegno da parte di Elon Musk, che ha investito nella campagna per il Senato una somma quasi pari a quella stanziata dall’intero schieramento democratico: circa 190 milioni di dollari contro 197 milioni, comprese le primarie, secondo i calcoli della rivista.
- Questo impegno è dovuto in particolare agli interessi di Musk nello Stato: le sue due principali aziende, Tesla e SpaceX, hanno entrambe sede lì, così come la sua fondazione privata, la Musk Foundation, e oltre 90 società e altre entità a lui collegate.
Dopo l’annuncio dei risultati, il miliardario ha pubblicato sul suo social network X: «I data center nello spazio sembrano piuttosto allettanti in questo momento», suggerendo che lo Stato sarebbe diventato meno favorevole ai data center dopo queste elezioni.
- Oltre alla vittoria di Talarico, nella notte il Texas ha eletto anche una governatrice democratica, Gina Hinojosa, che durante la campagna elettorale si è battuta per una moratoria immediata sulla costruzione di nuovi data center.
- Secondo la banca Jefferies, il Texas concentra circa un quarto dei progetti di data center previsti negli Stati Uniti. Gli investimenti nel settore dovrebbero raggiungere quest’anno i 66 miliardi di dollari, contro i 3,4 miliardi del 2022 1.
Secondo Bloomberg, la metà delle nuove capacità dei data center dedicati all’intelligenza artificiale previste negli Stati Uniti «potrebbe trovarsi soggetta a un esame locale più rigoroso e a una maggiore opposizione» dopo le vittorie dei democratici in diverse elezioni per la carica di governatore, in Texas ma anche in Georgia, Ohio e Pennsylvania 2.
Note
- John W. Diamond, Joyce Beebe e Sarah Phillips, «How the Data Center Boom Affects the Texas Tax Base», Baker Institute for Public Policy, 20 ottobre 2026.
- Lynn Doan, Brody Ford e Brian Eckhouse, «AI Data Center Boom Is Set for Upheaval After US Election Rout», Bloomberg, 4 novembre 2026.