Secondo i sondaggi effettuati all’uscita dalle urne, Iliana Yotova ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali bulgare questa domenica 1° novembre, superando di gran lunga Andreï Gyurov e rafforzando il predominio del primo ministro Rumen Radev.
- Ex giornalista ed eurodeputata, Iliana Yotova è una stretta collaboratrice di Radev, di cui è stata vicepresidentessa per nove anni. Ufficialmente candidata indipendente, è stata sostenuta dal partito di Radev, “Bulgaria Progressista”, e dal Partito Socialista Bulgaro.
- Se questi risultati dovessero confermarsi, Radev controllerebbe sia il governo che la presidenza, mentre la guerra in Ucraina si sposta nel Mar Nero, al largo delle coste bulgare.
- Yotova, che ha condotto una campagna contro gli aiuti militari all’Ucraina, ha rifiutato di attribuire alla Russia la responsabilità degli attacchi nel Mar Nero, «in mancanza di prove». Ha chiesto una «moratoria», senza tuttavia specificare chi potrebbe imporla.
- La sua vittoria colloca uno Stato membro dell’Unione europea e della NATO in modo ancora più netto nella schiera dei leader favorevoli a un riavvicinamento con Mosca.
- L’affluenza alle urne è rimasta molto bassa, con una stima compresa tra il 27% e il 29%, contro il minimo storico del 22,98% registrato al primo turno del 25 ottobre.
Dal 2021 la Bulgaria sta attraversando uno dei periodi più instabili della sua storia recente.
- Alle manifestazioni anticorruzione dell’estate 2020 contro il governo di Boïko Borissov hanno fatto seguito sette elezioni legislative anticipate. Ciascuna di esse ha portato a un Parlamento frammentato e a un susseguirsi di governi di minoranza o ad interim.
- Radev aveva lasciato la presidenza nel gennaio 2026, dopo nove anni di mandato. Iliana Yotova gli era succeduta ad interim e aveva nominato Andrej Gyurov, vicegovernatore della Banca nazionale, primo ministro ad interim. Il 19 aprile 2026, in occasione dell’ottava tornata elettorale in cinque anni, il partito di Radev, «Bulgaria Progressista», ha ottenuto la maggioranza assoluta.
Radev ha descritto le elezioni presidenziali come una scelta «tra la pace e la guerra, tra la democrazia e un modello corrotto».
- Sebbene il ruolo del presidente sia in gran parte cerimoniale, il capo dello Stato è il comandante in capo delle forze armate e dispone di un diritto di veto, che il Parlamento può tuttavia revocare a maggioranza.
- Questo risultato consente un significativo consolidamento del potere attorno a Radev, che l’opposizione accusa di derive autoritarie.
- Andreï Gyurov si era candidato alle elezioni presidenziali come candidato liberale e filo-occidentale, al fine di «fare da contrappeso al crescente potere del governo».
- L’anno prossimo si terranno le elezioni comunali, in occasione delle quali Radev spera di estendere la propria influenza a livello locale.