Lunedì 28 settembre, il media francese Mediapart ha pubblicato una serie di commenti antisemiti che Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National e, durante l’estate, candidato designato del partito alle presidenziali 2027 in caso di ineleggibilità di Marine Le Pen, avrebbe scritto in una serie di conversazioni private tra il 2013 e il 2015. 

  • Nel corso di una serie di scambi sul suo profilo Messenger personale intrattenuti in questo periodo, Bardella avrebbe dichiarato che «Le banche sono tutte gestite dagli ebrei» e che «secondo il giudaismo […] l’ebreo deve dominare gli altri popoli, annientarli e derubarli[…] in Francia, due ottimi esempi sono BHL [Bernard Henri-Levy] e [Jacques] Attali. Il loro obiettivo è un Nuovo Ordine Mondiale dominato da Israele, con Gerusalemme ovviamente come capitale». 
  • A queste dichiarazioni se ne aggiungerebbero varie altre che evocano lo spettro di un complotto ebraico con lo scopo di dominare l’ordine mondiale o che suggeriscono all’interlocutore della chat di guardare un video dove si suggerisce che dietro gli attentati dell’11 settembre 2001 ci sia il Mossad.

Il contenuto di questi messaggi richiama in modo esplicito l’influenza delle posizioni dell’ideologo di estrema destra Alain Soral, fondatore dell’associazione Égalité et Réconciliation, che denuncia una  «sottomissione della Francia a una logica sionista» e il legame tra sionismo e dominio bancario (Goldman Sachs, Rothschild, Lehman Brothers) e altre teorie antisemite. Secondo Mediapart, il giovane Bardella si sarebbe politicizzato a 17 anni guardando i video e leggendo i libri di Soral.

  • In quel periodo il futuro presidente del RN muoveva i primi passi nel partito. Aveva compiuto 18 anni il 13 settembre 2013 e un anno dopo sarebbe diventato segretario dipartimentale del Front National in Seine-Saint-Denis.
  • I messaggi arrivano da due fonti dell’entourage di Bardella, distinte e senza legami tra loro. Il giornale afferma di averli autenticati tramite Meta e un ufficiale giudiziario.
  • Bardella ha parlato di «falsi grossolani» e ha presentato querela per diffamazione. Ha dichiarato  anche di non essere un militante attivo nel Front National nell’estate 2013: questa ipotesi sarebbe tuttavia smentita da varie interviste di Bardella stesso, nonché dalla sua autobiografia, pubblicata nel 2024, dove afferma di aver iniziato a militare nel partito nel 2012, all’età di 16 anni.

La reazione politica è stata immediata. Da Madrid, il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha definito le affermazioni riportate «gravissime e inaccettabili» e ha chiesto ai dirigenti del RN di fare chiarezza. Il partito, però, non lo ha isolato. Marine Le Pen, definendo le dichiarazioni di Mediapart «una cosa assurda», ha espresso la sua «fiducia assoluta» nel presidente del RN, che sarà l’unico candidato al congresso di fine ottobre.

  • Il caso colpisce Bardella sul terreno fragile: negli ultimi anni aveva costruito la propria immagine sul sostegno a Israele e sulla lotta all’antisemitismo, che dopo il 7 ottobre era diventata uno degli strumenti principali della strategia di normalizzazione del RN, noto in precedenza per le possizioni antisemite del fondatore, Jean Marie Le Pen.
  • I media di destra parlano in questi giorni di «pseudo prove» orchestrate ad arte per la campagna elettorale, e che «alle persone non interessa sapere cosa ha scritto Bardella quindici anni fa»
  • Il Rassemblement National, a 200 giorni dalle elezioni, è dato in testa nei sondaggi, e punta a qualificarsi come primo partito nel primo turno delle presidenziali

Intervistati dal Grand Continent, gli storici Pierre Savy e Baptiste Roger-Lacan ricollocano il caso nella lunga storia dell’antisemitismo dell’estrema destra francese, di cui le dichairazioni di Bardella ripropongono alcuni ì temi classici.