Nell’interregno post-pandemico, l’invasione dell’Ucraina è un momento di rottura che rivela l’evoluzione dei rapporti e degli equilibri di potere su scala planetaria. Con il Groupe d’études géopolitiques, analizziamo le posizioni prese da tutti gli stati di fronte a questa aggressione, con una mappa aggiornata delle reazioni ufficiali.

Come abbiamo costruito questa carta? Abbiamo analizzato le dichiarazioni ufficiali (capo di Stato, ministri degli esteri) classificandole secondo quattro categorie:

  • Condanna con ritorsioni (sanzioni, ecc.)
  • Condanna senza ritorsioni
  • Nessuna condanna esplicita
  • Supporto esplicito

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Seguire le reazioni durante il giorno

Questo approccio westfaliano deve essere completato dalle posizioni delle principali entità non statali che definiscono la geopolitica su scala continentale.

– LE NAZIONI UNITE

Questa mattina presto, il segretario generale dell’ONU, che aveva detto ieri che le operazioni della Russia erano una distorsione del concetto di “peacekeeping“, ha invitato Vladimir Putin a “richiamare le sue truppe in Russia” in nome dell'”umanità”:

– La NATO

Jens Stoltenberg, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, ha condannato con forza in una conferenza stampa l’aggressione militare russa contro l’Ucraina, che ha definito “una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”.

Un vertice della NATO si terrà urgentemente venerdì in videoconferenza. I paesi dell’Europa orientale – Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia, che confinano con la Russia o l’Ucraina – hanno invocato l’articolo 4 del Trattato Nord Atlantico per portare all’attenzione dei loro alleati una questione che riguarda la loro sicurezza in quanto membri.

In un comunicato, la NATO ha annunciato di stare rafforzando la sua presenza militare in Europa orientale come “misura preventiva”. I paesi dell’Alleanza Atlantica hanno anche riaffermato il loro sostegno all’articolo 5 del trattato1 in caso di attacco militare contro un membro dell’Alleanza.

– L’UNIONE EUROPEA

Un Consiglio europeo sul conflitto in Ucraina si terrà oggi. In una conferenza stampa congiunta, Ursula von der Leyen e Josep Borrell hanno condannato l’attacco militare russo in Ucraina e hanno promesso che introddurranno importanti sanzioni contro Mosca: congelamento dei beni russi nell’UE e chiusura del mercato finanziario europeo alle banche russe. In linea di principio, ci si aspetta che la proposta raggiunga l’unanimità.

Ieri, i presidenti lituano e polacco, in una riunione con la loro controparte ucraina nel formato ‘Triangolo di Lublino’, hanno annunciato il loro sostegno all’Ucraina nell’ottenimento dello status di candidato ufficiale all’ingresso nell’Unione di fronte all’aggressione russa2.

– ASEAN

Diversi capi di governo del sud-est asiatico hanno chiesto una dichiarazione congiunta dell’ASEAN, compresi i primi ministri della Malesia e della Cambogia. Le reazioni nella regione sono da osservare attentamente, dato che la Cina non ha condannato esplicitamente l’invasione russa.

In risposta alle “preoccupazioni” manifestate da Boris Johnson alla conferenza sulla sicurezza di Monaco sulle ripercussioni globali di un’invasione dell’Ucraina, compresa la sorte di Taiwan, la portavoce del ministero degli Esteri cinese ha detto che Taiwan “non è l’Ucraina” ed è “sempre stata parte della Cina”. In mattinata, l’account Twitter dell’ambasciata cinese in Francia, noto per varie operazioni di trolling, ha fatto un riferimento esplicito a questo:

Altre dichiarazioni potranno essere fatte dagli stati della regione nel corso della giornata. Seguite gli sviluppi nel mondo controllando regolarmente questa pagina.

Aggiornamento delle 16.30

Nelle ultime ore, diversi ministeri degli esteri hanno reagito, senza aver espresso nessuna chiara condanna. È il caso della Nigeria3, del Perù4, delle Filippine5 e della Namibia6.

La posizione dell’India continua ad essere cauta: il Dr. S. Jaishankar, ministro degli affari esteri, ha incontrato Josep Borrell e Liz Truss per discutere la situazione.

Su Twitter, il presidente indonesiano Joko Widodo ha chiesto la “fine della guerra” alle 12.15. In Europa, il presidente francese Emmanuel Macron si è rivolto al paese davanti a una bandiera ucraina esposta accanto a quella francese ed europea. Viktor Orban, da parte sua, ha condannato l’attacco russo e si è detto favorevole agli aiuti umanitari, ma non alle sanzioni7.

L’Unione Africana più tardi nel pomeriggio ha rilasciato una dichiarazione che esprime la sua “estrema preoccupazione”, senza tuttavia condannare fortemente la Russia.

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