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Ieri, giovedì 21 novembre, il Consiglio dei governatori dell’AIEA ha votato a favore di una risoluzione presentata da Regno Unito, Francia e Germania, e sostenuta dagli Stati Uniti, che potrebbe portare al rinnovo delle sanzioni internazionali contro l’Iran, revocate dall’accordo nucleare (PACG) firmato quasi dieci anni fa a Vienna. Pochi giorni prima, Teheran si era impegnata a limitare il tasso di arricchimento dell’uranio.

Giovedì 21 novembre, lanciando per la prima volta contro l’Ucraina un missile balistico a raggio intermedio in grado di trasportare una testata nucleare, Putin ha inserito a pieno titolo la retorica nucleare nella sua guerra contro l’Ucraina e l’Europa. Il giorno seguente, in un discorso televisivo, il Presidente russo ha inasprito le sue minacce all’Occidente. Traduciamo – e commentiamo – il suo discorso riga per riga.

Vista dalla Russia, la decisione sull’ATACMS è un punto di svolta?

L’autorizzazione concessa dall’amministrazione Biden all’Ucraina di colpire il suolo russo con missili americani è l’ultima di una lunga serie di “linee rosse” oltrepassate dal febbraio 2022. Sebbene questa nuova capacità non provocherà un bombardamento russo sugli Stati Uniti o sulla Polonia, è probabile che porti ad attacchi russi ancora più brutali contro l’Ucraina, secondo l’analista Anton Barbašin, intervistato da Meduza in questa intervista inedita.

Negli ultimi giorni, i leader ucraini e russi hanno ripetuto di essere aperti ai negoziati per il cessate il fuoco, ma di essere contrari a qualsiasi concessione territoriale – per l’Ucraina, del suo territorio riconosciuto a livello internazionale, e per la Russia delle aree che controlla militarmente. Per cercare di immaginare la fine della guerra, dobbiamo ritornare indietro e capire ragioni per cui gli accordi di Minsk sono falliti.

La vicepresidente spagnola, ministro della Transizione ecologica e della Sfida demografica, è il principale ostacolo all’insediamento della Commissione von der Leyen II all’inizio di dicembre. Oggi, mercoledì 20 novembre, testimonierà davanti al Parlamento spagnolo sulla gestione delle inondazioni a Valencia, mentre i gruppi politici del Parlamento europeo si avvicinano a un accordo che potrebbe sbloccare i veti incrociati del Partito Popolare e dei Socialisti.

Se l’unità europea è stata costruita sull’energia, l’Europa stessa ha creato le condizioni per un impasse chiudendosi in una Ostpolitik sull’energia.

1.000 giorni fa, l’invasione dell’Ucraina ha cambiato tutto.

Un tempo ostacolo all’Unione dell’energia, il “fattore russo” è finalmente diventato la sua forza trainante. Adina Revol ha scritto una storia in 10 punti della rottura energetica con la Russia.

Non contare su Scholz. Guardare Trump negli occhi. Dissuadere Putin con truppe di terra. Creare le condizioni per un’alleanza tra industria e esercito. Dare alla generazione segnata dalla guerra la possibilità di sperare nella prosperità.

Nel millesimo giorno, la linea del fronte della grande guerra ucraina si è trasformata.

Con l’ex ministro dell’Economia ucraino, analizziamo i profondi cambiamenti agli albori di un nuovo ciclo.