Questo fine settimana centinaia di migliaia di persone hanno manifestato in diversi paesi europei, tra cui Francia, Belgio, Italia, Portogallo e Albania. 

La Francia concentra la maggior parte dei casi di partecipazione e di violenze.

In Francia, la giornata di sabato 17 ottobre è nata dagli appelli a manifestare lanciati sui social network contro l’aumento dei prezzi dei carburanti. I “Gilet Gialli”, gli studenti delle scuole superiori e i sindacati si sono poi uniti all’iniziativa. 

  • Il Ministero dell’Interno parla di circa 550.000 manifestanti, di cui 110.000 a Parigi. La CGT, ne dichiara quasi 800.000.  
  • Le rivendicazioni dei manifestanti variano a seconda del gruppo di appartenenza e spaziano dal costo della vita all’aumento degli stipendi e delle pensioni, passando per la riduzione del prezzo del carburante, la tutela dei servizi pubblici, le condizioni nelle scuole superiori, gli orari scolastici sovraccarichi e la carenza di insegnanti. 
  • Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, riferisce di oltre 2.000 arresti e di più di 600 poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco feriti, un bilancio che considera provvisorio. 
  • Secondo il presidente della Federazione del commercio e della distribuzione, 1.500 negozi sono stati colpiti, saccheggiati e vandalizzati. Il municipio di Limoges è stato in gran parte distrutto da un incendio, mentre i municipi di Marsiglia e Lille sono stati invasi e vandalizzati. 
  • Per il 5 novembre è prevista una grande giornata intersindacale di sciopero e di manifestazione interprofessionale. 

In Belgio, la manifestazione del 17 ottobre si inserisce nel contesto di diverse settimane di proteste contro le tasse universitarie e i tagli al bilancio nel settore dell’istruzione. Anche i sindacati si oppongono alle misure previste dal governo belga, che fatica a far approvare il proprio progetto di bilancio. 

  • A Bruxelles, il corteo è sfociato in disordini poco prima delle 13:00: la sede della federazione bruxellese del PS è stata presa d’assalto. 
  • Secondo Le Soir, sono state fermate circa 150 persone. 

In Italia, migliaia di persone sono scese in piazza a Milano, Torino, Bologna e Roma per denunciare i bassi salari e il costo della vita. Nel sud del Paese, anche gli autotrasportatori e gli agricoltori hanno manifestato per protestare contro l’aumento del prezzo del carburante.

  • Secondo l’agenzia di stampa Ansa, che cita fonti della polizia, in tutto il Paese sono state arrestate 28 persone, tra cui 12 minorenni, e 141 agenti di polizia sono rimasti feriti.

In Portogallo, le manifestazioni fanno seguito a un’operazione di polizia condotta all’inizio della settimana per sgomberare un accampamento di manifestanti contro la crisi abitativa a Porto. Secondo gli organizzatori, l’operazione avrebbe causato circa 40 feriti. 

  • Le manifestazioni si sono trasformate in una campagna nazionale contro gli affitti insostenibili, i salari bassi e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e del carburante.

In Albania continuano le manifestazioni per denunciare la corruzione, la mancanza di posti di lavoro e la carenza di risorse nel sistema educativo. Queste proteste fanno seguito a mesi di manifestazioni pacifiche svoltesi durante l’estate contro un progetto turistico di lusso sostenuto dal genero di Donald Trump, Jared Kushner.

Questi movimenti, per quanto distinti possano essere, condividono diversi tratti comuni, tra cui le difficoltà legate all’aumento del costo della vita. Gli studenti delle scuole superiori e dell’università sono del resto al centro delle mobilitazioni in Francia, in Belgio e in Albania. 

  • Inoltre, sullo sfondo, c’è lo shock energetico che spinge l’inflazione al rialzo e che deriva in particolare dalla guerra che gli Stati Uniti stanno conducendo contro l’Iran dal 28 febbraio, un conflitto su cui i paesi europei hanno ben poca influenza.
  • Queste rivendicazioni si inseriscono inoltre in un contesto fiscale particolarmente delicato, in cui i margini di manovra dei governi europei per farvi fronte sono molto limitati.