In un’intervista rilasciata alla rivista Time e pubblicata ieri, giovedì 1° ottobre, Donald Trump ha rifiutato di escludere «la possibilità di dichiarare lo stato di emergenza in vista delle elezioni di medio termine», che si terranno il 3 novembre 1. Durante il comizio elettorale di ieri in Oklahoma, il presidente americano ha accennato alla possibilità che i Democratici cerchino di destituirlo in caso di una sconfitta repubblicana 2.
Nessuna legge federale conferisce al presidente poteri in materia elettorale. Il ricorso all’Insurrection Act potrebbe tuttavia dissuadere gli elettori dal recarsi alle urne.
- Il testo autorizza il presidente a dispiegare truppe per reprimere un’insurrezione, una ribellione, atti di violenza interna o qualsiasi altro evento che ostacoli l’applicazione delle leggi federali o statali in materia di diritti civili.
- Trump ha preso in considerazione più volte il ricorso a questa legge sin dal suo primo mandato: nel 2020, in seguito all’omicidio di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis; nel giugno 2025, in risposta alle manifestazioni contro l’ICE nelle strade di Los Angeles; e nel gennaio 2026, nel contesto delle proteste a Minneapolis.
Secondo gli ultimi sondaggi, i Repubblicani dovrebbero perdere il controllo della Camera dei Rappresentanti a seguito delle elezioni e, potenzialmente, anche la maggioranza al Senato. Nel tentativo di limitare la portata dell’ondata blu che si profila all’orizzonte, i repubblicani hanno avviato a livello statale una ridistribuzione molto controversa dei collegi elettorali, mentre i sostenitori di Trump ipotizzano scenari in cui la Casa Bianca potrebbe prendere il controllo delle elezioni.
- Nell’estate del 2025, l’esperto di guerra informatica Olivier Schmitt aveva dichiarato, in seguito all’assunzione di Heather Honey da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna, che era «impossibile che le elezioni di medio termine fossero eque e trasparenti».
- Honey ha svolto, insieme ad altri attivisti del movimento MAGA, come Cleta Mitchell, un ruolo centrale nella campagna volta a screditare i risultati delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020, che hanno visto la sconfitta di Donald Trump contro Joe Biden.
Al di fuori dell’amministrazione, altre voci si levano a favore di misure radicali che potrebbero compromettere lo svolgimento delle elezioni, come quella di Steve Bannon, che lo scorso anno aveva parlato di un dispiegamento della polizia dell’immigrazione nei pressi dei seggi elettorali.
- Tra queste voci figura quella di Peter Ticktin, ex compagno di scuola militare di Trump e uno dei suoi principali avvocati nel processo civile che ha intentato contro Hillary Clinton nel 2022.
A margine di una conferenza organizzata all’inizio di settembre a Las Vegas, Ticktin, che è rimasto vicino a Trump, ha descritto tre scenari:
- Il primo, a suo avviso improbabile poiché i democratici avrebbero già truccato le primarie senza alcuna prova, sarebbe che le elezioni di medio termine si svolgessero senza intoppi;
- Il secondo è che Trump adotti misure prima delle elezioni per impedire frodi;
- L’ultima ipotesi è che Trump dichiari la legge marziale intorno al 3 novembre, giorno delle elezioni, per porre le elezioni sotto il controllo federale: «O la legge marziale, o si fa da parte».
- Alla domanda sul rischio di disordini qualora Trump tentasse di ribaltare i risultati, Ticktin si è detto sereno: «Credetemi, le nostre forze armate sono ben più numerose delle loro» 3.
Secondo un funzionario della Casa Bianca, Ticktin e altri sostenitori delle teorie del complotto, come Wayne Allyn Root, che ad agosto ha esortato Trump a dichiarare uno “stato di emergenza per la sicurezza nazionale” in vista delle elezioni, o Tina Peters, che quest’anno ha ottenuto la grazia dal governatore del Colorado con il sostegno di Trump, non svolgono alcun ruolo nella politica elettorale dell’amministrazione. Hanno tuttavia accesso diretto al presidente americano.
Note
- «Full Transcript of Donald Trump’s 2026 Interview With TIME», Time, 1° ottobre 2026.
- Katie Rogers, «Trump Puts on a Midterms Show for an Audience That’s Already Sold», The New York Times, 1° ottobre 2026.
- Yvonne Wingett Sanchez e Michael Scherer, «The Supporters Urging Trump to Declare Martial Law for the Midterms», The Atlantic, 23 settembre 2026.