Le forze del TPLF del Tigray hanno preso il controllo, nella notte tra martedì e mercoledì 23, di alcuni aeroporti nel Tigray e hanno lanciato un’«offensiva totale» contro le posizioni governative nelle regioni di Afar e Amhara, secondo Getachew Reda, ministro consigliere del primo ministro etiope ed ex leader del TPLF 1. Un alto funzionario del governo di Abiy Ahmed ha dichiarato che queste forze hanno lanciato un’offensiva «su larga scala» contro il governo federale, mandando in frantumi l’Accordo di Pretoria 2.

Le autorità del Tigray sostengono di aver intrapreso una guerra “difensiva”.

  • La guerra nel Tigray era iniziata nel novembre 2020 con l’attacco alle basi dell’esercito federale da parte delle forze del Fronte di liberazione popolare del Tigray (TPLF), allora al potere nella regione, seguito da un’offensiva del governo del primo ministro Abiy Ahmed.
  • Il conflitto era scaturito dallo scioglimento, da parte di Abiy, del Fronte Democratico Rivoluzionario dei Popoli Etiopi (FDRPE), la coalizione al potere che il TPLF aveva a lungo dominato, a favore di un partito unico privo di base etnica, il Partito della Prosperità.
  • Un accordo negoziato sotto l’egida dell’Unione Africana era stato firmato a Pretoria nel novembre 2022, ponendo fine ai principali scontri senza tuttavia portare a una vera e propria pace. Human Rights Watch ha osservato in particolare che il documento non menzionava esplicitamente la pulizia etnica condotta contro i tigrini dalle forze regionali e dalle milizie amhara nella parte occidentale del Tigray 3.

Le tensioni tra il governo etiope e le Forze di difesa del Tigray, il braccio armato del TPLF, non hanno smesso di aumentare negli ultimi mesi.

  • Domenica 20 settembre, un drone ha colpito un convoglio dell’ONG statunitense Catholic Relief Services che trasportava aiuti alimentari destinati agli sfollati.
  • L’attacco, che ha distrutto un camion, è stato condannato da Washington, senza tuttavia indicare alcun responsabile.
  • Anche il governo di Addis Abeba non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito all’incidente.

Lo stesso giorno, sette gruppi armati, tra cui il TPLF, la milizia amhara Fano e l’Esercito di liberazione oromo, hanno annunciato la creazione di un’«Alleanza per la sopravvivenza» volta a rovesciare il governo etiope. Da diversi mesi Addis Abeba accusa il TPLF di essersi avvicinato a gruppi armati attivi in altre regioni del Paese e in Eritrea, che sospetta di finanziare tali movimenti, cosa che Asmara nega.

  • La ripresa dei combattimenti in Etiopia rischia di provocare un conflitto regionale più ampio, che potrebbe coinvolgere paesi confinanti come il Sudan, in guerra civile dal 2023, e l’Eritrea.
  • La regione porta ancora i segni profondi della guerra del 2020-2022 e un milione di persone sono ancora sfollate. L’Unione Africana stima che almeno 600.000 civili siano stati uccisi durante la guerra.