Con l’approvazione della legge delega nella giornata del 23 settembre, l’Italia riconsidera il nucleare. Riproponiamo questa analisi di luglio sul recente ritorno globale di questa forma energetica.
La capacità di produzione di energia elettrica da fonte nucleare dovrebbe aumentare del 44% nel prossimo decennio, passando dai 372 gigawatt (GW) di capacità totale installata a livello mondiale nel 2025 a 535 GW nel 2036, secondo un rapporto pubblicato mercoledì 8 luglio da BloombergNEF 1.

  • La Cina dovrebbe rappresentare una quota significativa di questa crescita: il Paese ha 59 GW di capacità in fase di realizzazione e dovrebbe raggiungere i 102 GW entro il 2030.
  • Pechino potrebbe così superare gli Stati Uniti e diventare la potenza con la maggiore capacità nucleare al mondo.
  • Anche altri paesi, come l’India, l’Egitto, la Turchia e la Russia, hanno diversi reattori in fase di costruzione.

La produzione nucleare mondiale aveva subito un calo in seguito al disastro di Fukushima, nel 2011.

  • La Germania, dopo aver disattivato 8 dei suoi reattori nel 2011, ha progressivamente chiuso i restanti 9 reattori tra il 2012 e il 2023.
  • Da parte sua, il governo giapponese aveva annunciato l’intenzione di porre fine all’uso dell’energia nucleare per la produzione di elettricità «entro il decennio 2030».
  • Di fronte allo shock sui mercati energetici causato dall’invasione dell’Ucraina, l’ex primo ministro Fumio Kishida aveva tuttavia annunciato, alla fine del 2022, una serie di misure volte a rilanciare l’industria nucleare.

Dopo un decennio di rallentamento, il nucleare è ormai considerato una fonte energetica in grado di soddisfare la crescente domanda di energia elettrica a basse emissioni di carbonio, che dovrebbe aumentare nei prossimi anni a causa dell’elettrificazione dei consumi e della costruzione di centri dati.

Questo cambiamento di rotta si traduce anche in un aumento significativo degli investimenti nei reattori modulari di piccola taglia (SMR), la cui capacità può raggiungere i 300 MWe per unità, ovvero un terzo di quella dei reattori nucleari tradizionali.

  • Questa soluzione, che offre una maggiore flessibilità e può essere preassemblata in fabbrica, risulta particolarmente interessante per le grandi aziende tecnologiche come Microsoft, Amazon e Google, che dispongono delle risorse finanziarie necessarie per finanziare tali progetti.
  • Secondo la World Nuclear Association, questa tecnologia è attualmente in uso in Cina e in Russia, ma altri due reattori sono in fase di costruzione negli Stati Uniti e in Argentina, con entrata in funzione prevista per il 2027.
  • Nell’Unione sono in fase di pre-investimento più di una decina di progetti, in particolare in Polonia e in Svezia. A marzo la Commissione ha presentato un piano volto a mettere in funzione i primi reattori modulari europei all’inizio degli anni ’30.
Note
  1. Will Wade, «Nuclear Power to Climb 44% Worldwide as China Tops US, BNEF Says», Bloomberg, 8 luglio 2026.