Questa mappa, la prima del suo genere, analizza le reazioni di tutti gli stati all’invasione russa dell’Ucraina. Viene aggiornata regolarmente, più volte al giorno.
Questa mappa, la prima del suo genere, analizza le reazioni di tutti gli stati all’invasione russa dell’Ucraina. Viene aggiornata regolarmente, più volte al giorno.
In questa ampia intervista per la Revue Européenne du Droit (RED), il presidente di Microsoft discute la responsabilità delle piattaforme e la necessità di una regolamentazione settore per settore integrata in un quadro multilaterale più ampio. Secondo lui, l’Europa potrebbe essere un pioniere di questa sovranità tecnologica.
A cavallo tra il Mediterraneo e l’Europa continentale, a partire dall’inizio del secolo i Balcani sono stati lasciati fuori dal gioco geopolitico a causa delle loro limitate dimensioni economiche e demografiche. Eppure, pur lontani dai grandi temi scottanti, sono la scena di un confronto informale tra le tre grandi potenze: Stati Uniti, Unione Europea e Cina, con quest’ultima che approfitta della stagnazione del processo d’integrazione europea per imporsi come partner essenziale.
Se il consenso sulla modernità verde sembra prendere piede ovunque, possiamo ancora scegliere il modello da seguire. Al di là della sterile alternativa tra capitalismo decarbonizzato e apocalisse, l’Europa ha i mezzi per inventare una proposta politica meno dipendente dallo spirito di conquista di quelle di Cina e Stati Uniti.
È un fatto: è diventato più facile immaginare la fine del mondo che la fine dell’automobile. L’automobile ha invaso il nostro immaginario così bene nell’ultimo secolo che sembra ormai impossibile trovare un’alternativa. Ma se vogliamo accelerare la fine di questa breve storia, dobbiamo accettare che la transizione non avverrà da un giorno all’altro – e smettere di vederla come una questione personale.
Il mondo attorno all’Europa è cambiato, e questo profondo cambiamento pone gli europei di fronte a una doppia domanda: dove siamo nello spazio e dove siamo nel tempo?
In questa intervista, Anu Bradford supera la visione dell’Unione Europea come semplice normative power per guardare alle forme e alle implicazioni dell'”effetto Bruxelles”, in un momento in cui la quota relativa del mercato comune nel PIL mondiale è in declino mentre i regolamenti messi in atto dalla Commissione rimangono strutturali.